Gli Stati Uniti stanno “prendendo le necessarie precauzioni per proteggere gli americani” dalla diffusione dell’ebola, ricordando anche che “abbiamo un obbligo morale verso l’Africa”. Lo ha scritto il presidente Barack Obama, in un op-ed per il sito McClatchy incentrato sul continente africano, visto che è in corso a Washington il primo summit tra gli Stati Uniti e i leader di gran parte dei Paesi dell’Africa. Il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti stanno “lavorando celermente” con le nazioni dell’Africa occidentale e le organizzazioni sanitarie per contenere l’epidemia “e curare le persone infettate”. Obama ha sottolineato che in Africa ci sono alcuni dei Paesi che stanno crescendo più velocemente dal punto di vista economico, che attirano sempre più investimenti, che hanno un mercato delle telecomunicazioni in grande espansione, e dove vive la popolazione più giovane del mondo, che cresce a ritmi record, tanto che presto il continente dovrebbe avere una forza lavoro maggiore di quella in Cina. E’ altrettanto vero, però, che milioni di africani vivono ancora in estrema povertà, in aree dove sono in corso violenti conflitti e dove sono diffuse malattie mortali. “Per decenni, democratici e repubblicani, incluso il presidente George W. Bush, che ha incrementato i nostri sforzi per combattere l’Hiv e l’Aids, hanno riconosciuto che, come americani, abbiamo un interesse e un obbligo morale a sostenere i progressi africani”.
“L’Africa sta cambiando e dobbiamo cambiare il modo in cui la consideriamo, mettendo da parte i vecchi stereotipi s dando risposte al desiderio dell’Africa di avere una partnership tra eguali, con gli africani che guidano il loro sviluppo. Per questo sto ospitando un summit con i leader di quasi tutti i Paesi africani. Ci stiamo focalizzando sulle aree dove i progressi africani potranno dare beneficio a tutti noi”. “Prima di tutto – ha scritto Obama – lavoreremo per espandere il commercio, che crea occupazione. Negli ultimi anni, le nostre esportazioni sono cresciute, sostenendo 250.000 posti di lavoro americani. Ma i nostri scambi commerciali con l’intero continente sono pari a quelli con il solo Brasile. Nel frattempo, altre nazioni, inclusa la Cina, si stanno muovendo aggressivamente in Africa. Voglio che anche gli Stati Uniti competano in questi mercati che crescono velocemente”. “Voglio – ha aggiunto Obama – che l’Africa compri sempre più beni ‘Made in America’. Un nuovo modello di partnership può far bene a entrambe le parti, come la nostra Power Africa Initiative, il cui obiettivo è di portare l’elettricità a milioni di africani, creando anche nuove opportunità per le aziende e i lavoratori americani”. “Secondo, lavoreremo insieme per rafforzare le istituzioni democratiche. Infine, lavoreremo per rafforzare la nostra collaborazione per la sicurezza e affrontare le comuni minacce – ha concluso Obama – compresi i gruppi terroristici come Boko Haram”.
