Basti pensare che alla quota di 850 hpa arriveranno isoterme di +23°C che arroventeranno l’aria nei medi e bassi strati, creando la cosiddetta “canicola”, con cieli velati dal pulviscolo desertico trascinato dai venti sud-occidentali in quota.
Durante la giornata di domani, con lo spostamento verso levante della debole saccatura in quota (cavo d’onda) in azione con un proprio asse fra le Isole Britanniche e la Francia, l’avvento nei bassi strati di una ventilazione più occidentale tenderà a surriscaldare ulteriormente l’aria sulla Sicilia orientale, per l’effetto “favonico” esercitato dai venti di caduta dai rilievi interni dell’isola. Difatti, dopo aver attraversato tutto l’entroterra isolano, raccogliendo strati d’aria molto calda, la ventilazione occidentale tenderà a ridiscendere sulla costa messinese, la piana di Catania, il siracusano e il ragusano, ulteriormente arroventata, a causa anche della “compressione adiabatica” indotta dalla componente discendente costretta a scendere dai rilievi interni isolani verso il mar Ionio. Tale fattore con l’insorgenza dei venti di terra, che dovrebbero inibire le mitigatrici e più umide brezze di mare dai quadranti orientali, contribuirà a far schizzare i valori termici oltre il muro dei +36°C +37°C, con isolati picchi di oltre i +38°C +39°C sulle zone più interne del catanese e siracusano.
Specie nell’area della piana di Catania e la zona attorno Catenanuova, località molto celebre in Europa per i +48.5°C stabiliti nella storica ondata di calore dell’Agosto 1999, quando l‘isoterma di +30°C a 850 hpa riuscì a raggiungere la Sicilia. Tuttora quei +48.5°C rappresentano la temperatura massima più alta registrata in Europa da una stazione che si può considerare a norma WMO (a differenza di molte stazioni spagnole e greche). Oggi Catenanuova – per la cronaca – s’è fermata a +43.2°C. Ma temperature molto elevate, con picchi fino a +38°C +40°C, favoriti dall’arrivo dei venti occidentali di caduta dalle aree interne, si raggiungeranno anche nelle località della Calabria ionica e nelle zone interne della Puglia, fra le pianure del tavoliere e le aree più interne del Salento, dove il soleggiamento ininterrotto e la bassa umidità relativa giocheranno un ruolo fondamentale nel far impennare la colonnina di mercurio sopra i +37°C +39°C. Il gran caldo insisterà fino al giorno di Ferragosto. Dal pomeriggio/sera della giornata festiva, l’ingresso delle più temperate correnti oceaniche che si faranno strada con l’ingresso di sostenuti venti di Maestrale (sfondando dalla valle del Rodano), le temperature cominceranno gradualmente a calare, mentre l’aria molto calda d’estrazione sub-tropicale sarà costretta ad allontanarsi verso il basso Mediterraneo, ripiegando verso le coste nord-africane.
