
”La competizione prevedeva l’analisi di due serie di dati forniti direttamente dall’Università di Harvard. La prima serie corrispondeva a immagini relative a diverse malattie neurodegenerative suddivise in categorie, su cui gli algoritmi di apprendimento supervisionato venivano addestrati, mentre la seconda serie erano dati ‘in cieco’, ovvero di cui non si conosceva la diagnosi”, spiega la ricercatrice. L’efficacia di un algoritmo si misura in termini di accuratezza, significatività statistica e capacità di funzionare in maniera univoca in risposta a gruppi di dati eterogenei. ”Sulla base di queste caratteristiche, gli algoritmi che abbiamo elaborato, in collaborazione con il dipartimento di fisica dell’Università di Bari e l’Istituto nazionale di fisica nucleare, hanno scalato la classifica americana, superando i 50 gruppi di ricerca che da tutto il mondo hanno partecipato alla competizione”, continua Maglietta. ”Questo risultato non solo ci farà volare a Boston, dove parteciperemo alla Conferenza Miccai (Medical Image Computing and Computer Assisted Intervention), che si svolgerà a settembre presso il Massachusetts Institute of Technology, ma ci darà anche l’opportunità di contribuire a una pubblicazione scientifica congiunta insieme agli altri partecipanti della competizione”.
La diagnosi precoce di malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer, il Parkinson, la sclerosi laterale amiotrofica, attraverso l’analisi strutturale di immagini di risonanza, si inserisce nel solco della disciplina emergente delle neuroscienze computazionali ed è tra gli ambiziosi traguardi del prossimo futuro. ”Il nostro auspicio è che l’Issia-Cnr possa continuare a contribuire all’avanzamento della conoscenza nell’ambito delle analisi biomediche automatiche, puntando sulla professionalità e sull’entusiasmo dei suoi ricercatori, affinché la medicina preventiva possa affidarsi a predizioni sempre più attendibili ed efficaci”, concluede il direttore dell’Istituto, Massimo Caccia.
