
L’ultimo rogo questa mattina, proprio quando erano in corso le operazioni di disinnesco delle cariche esplosive ancora armate nel sedile di pilotaggio del capitano Valentini. L’attenzione si sposta ora sull’attivita’ investigativa, che dovra’ spiegare le cause del disastro: la magistratura ordinaria indaga per disastro aereo colposo e omicidio colposo plurimo, l’aeronautica ha avviato un’inchiesta interna e la procura militare di Verona ha aperto un fascicolo a carico di ignoti relativo alla distruzione di beni militari. Dagli accertamenti medico-legali, in programma lunedi’, non si attendono sorprese: i consulenti nominati dalla procura ascolana dovranno estrarre il dna dai resti delle quattro vittime, con l’obiettivo di confermare le identita’ dei corpi sfigurati, e verificare le cause della loro morte. Proprio l’autopsia dovrebbe consentire di escludere almeno una delle diverse ipotesi al vaglio di chi indaga e cioe’ che l’incidente sia stato conseguenza di un malore di uno o piu’ ufficiali impegnati nell’esercitazione. Con ogni probabilita’, gia’ lunedi’ pomeriggio potrebbe arrivare il nulla osta della magistratura per la restituzione dei corpi alle famiglie, che potranno fissare la data dei funerali dei propri cari
Le scatole nere dei due Tornado Ids del 6^ Stormo di Ghedi sono nelle mani della magistratura ascolana, che lavorera’ in parallelo con Aeronautica Militare e procura militare di Verona: probabilmente saranno spedite a Londra, dove esperti britannici, alla presenza dei consulenti italiani, dovranno decifrare le conversazioni nel cockpit, la cabina di pilotaggio, e i dati tecnici del volo. Si tratta dell’operazione che avra’ l’impatto maggiore sulle tre inchieste aperte dopo il disastro aereo. La scatola nera del Tornado pilotato dal capitano Alessandro Dotto risulterebbe parzialmente danneggiata, mentre sembra perfettamente integra quella recuperata questa mattina a Casamurana e per ora attribuita al velivolo del capitano Mariangela Valentini: dall’incrocio dei dati potrebbe emergere con estrema precisione quanto e’ successo all’interno dei due Tornado, martedi’ pomeriggio, durante il volo dall’aeroporto di Ghedi ai Monti della Laga, e, soprattutto, nelle imminenze dello scontro a 800 chilometri orari e con un angolo di incidenza di 30 gradi, che non ha dato all’unica donna vittima del disastro nemmeno il tempo di provare a eiettarsi dal suo bireattore da combattimento.
Scontro tra caccia “tornado”, concluso il recupero dei 4 corpi
