Grande collaborazione tra procura della repubblica, aeronautica e procura militare, che indagano sullo scontro tra i due Tornado Ids del 6 Stormo di Ghedi (Brescia), che ha fatto 4 vittime, ma anche massima autonomia nella ricerca delle cause dell’incidente. La magistratura ordinaria indaga per disastro aereo colposo e omicidio colposo plurimo, l’aeronautica ha avviato un’inchiesta interna, mentre la procura militare di Verona, competente su Ghedi, ha aperto un fascicolo a carico di ignoti relativo alla distruzione di beni militari. “Tutte le ipotesi sono valutate e si spera di fare luce al piu presto”, ha fatto sapere oggi il comandante dei carabinieri di Ascoli Piceno, Aldo Scalinci, che segue dal centro di coordinamento le operazioni di ricerca dei cadaveri e di recupero dei resti dei due aerei. Stessa posizione dell’aeronautica militare, che a tre giorni dallo scontro in volo non fa alcuna ipotesi sulle cause: “Stiamo valutando tutti gli elementi a nostra disposizione”, ha riferito una fonte militare.
La concausa ‘avaria piu’ errore umano’ sembra l’ipotesi piu’ accreditata, mentre e’ solo una congettura che sia stato il Tornado pilotato del capitano Valentini, della quale oggi sono stati rinvenuti il casco e alcuni reperti, a provocare la collisione sui cieli di Ascoli Piceno. L’unica certezza e’ che i due Tornado viaggiavano a bassa quota e vicini tra loro, fatalmente vicini. Il comandante dei carabinieri di Ascoli, Aldo Scalinci, ha parlato di “operazioni complesse e articolate” quelle che porteranno a far luce sull’incidente, perche’ legate alla “diverse deleghe che il magistrato ha affidato” ai consulenti della procura. Al momento, la documentazione a disposizione della procura della repubblica ascolana comprende una prima relazione del disastro fornita dall aeronautica, i reperti piu significativi finora recuperati e la mappa di tutti gli altri che sono rimasti all interno dell area di ricerca, che e di oltre 50 ettari impervi di bosco, una decina di testimonianze giudicate attendibili e le immagini amatoriali temporalmente piu’ vicine al momento dell’impatto.
Nell’ampio fascicolo c’e’ anche la testimonianza del comandante del 6 Stormo, colonnello Andrea Di Pietro, che e’ stato ascoltato oggi dai carabinieri ascolani, i quali hanno acquisito anche i libretti di manutenzione dei due veivoli. Nei prossimi giorni, il procuratore Michele Renzo ricevera’ i dati provenienti dall unica scatola nera a disposizione, che pero risulterebbe parzialmente danneggiata mentre la seconda non e’ stata ancora individuata, i tracciati dei radar e i piani di volo dei due tornado, lo storico dei piani di volo di velivoli militari lungo la dorsale marchigiana.
Intanto Si svolgeranno lunedi’ pomeriggio presso l’obitorio di Ascoli Piceno gli accertamenti medico-legali e i prelievi del Dna sui corpi dei piloti dei Tornado militari che si sono scontrati in volo il 19 agosto. Al prof. Adriano Tagliabracci e’ affidato l’esame del Dna, necessario per la formale identificazione dei resti sfigurati dall’esplosione, e gli esami tossicologici, oltre al coordinamento delle attivita’ di ricognizione cadaverica. Le tre salme sinora recuperate sono state sottoposte solo ad un esame preliminare relativo alle loro condizioni.