Lo schianto di oggi dei due Tornado vicino ad Ascoli Piceno fa tornare in mente, con le debite proporzioni, l’incidente di Ramstein, in Germania, che vide protagonisti tre aerei delle Frecce Tricolori. Era il 28 agosto del 1988, alla rassegna ‘Airshow Flugtag’, che allora si teneva – ma quella fu l’ultima – presso la base Nato tedesca. Un pomeriggio che in 7 secondi si sarebbe tramutato nel piu’ pesante incidente nella storia delle esibizioni acrobatiche aeree. Con 70 morti e 346 feriti. Quel giorno nella base statunitense le Frecce tricolori erano le piu’ attese.

Fin da subito intorno alla tragedia di Ramstein e’ sorto un florilegio di ipotesi legate a complotti e sabotaggi. Molte di queste hanno fatto perno sul fatto che Nutarelli e Naldini, come poi appurera’ la commissione per la strage di Ustica, si erano alzati in volo la sera del 27 giugno 1980 dall’aeroporto di Grosseto e intercettarono il DC9 dell’Itavia. Il sabotaggio di Ramstein, secondo queste tesi, sarebbe stato architettato per togliere di mezzo eventuali testimoni. Difficile, ovviamente, assecondare alcunche’, anche per l’evidente sproporzione tra fini e mezzi. E cioe’ che si dovesse cagionare una catastrofe, con modalita’ peraltro incerte nel conseguimento dell’obiettivo, per eliminare due testimoni. Secondo gli esperti invece la tragedia di Ramstein fu il prodotto di un tragico errore. Nutarelli, forse il solista piu’ preparato che mai le Frecce abbiano avuto, arrivo’ in anticipo all’intersezione con i colleghi. Forse, come sostennero altre tesi, perche’ accecato dal sole. Se ne accorse, tanto che, per rallentare la corsa, estrasse i carrelli, ma non pote’ evitare l’impatto del suo Aermacchi.
Oltre ai tre piloti delle Frecce, sul colpo morirono 51 spettatori e altri 16 nelle settimane successive. Negli ospedali della zona vennero soccorse, per ustioni di vario grado, centinaia di persone, tra cui tante donne e bambini. Da allora il volo acrobatico non e’ stato piu’ lo stesso. Fin da subito furono adottate severissime misure di sicurezza. Oggi le ‘figure’ non possono piu’ essere fatte sopra il pubblico, che deve stare a svariate centinaia di metri dall’esibizione. Per quanto riguarda i Tornado, rimane nella storia recente anche la guerra del Golfo: nella notte tra il 17 e il 18 gennaio 1991, il maggiore Gianmarco Bellini (pilota) ed il capitano Maurizio Cocciolone (navigatore) compirono una missione in volo notturno in Iraq ma il loro aereo fu abbattuto. Loro si salvarono grazie ai seggiolini eiettabili, furono presi prigionieri e liberati nel marzo, subito dopo la fine del conflitto.
