
“C’erano anche degli altri frammenti infiammati che hanno appiccato il fuoco – racconta all’ANSA Giorgio – abbiamo dovuto spegnerlo con delle fronde, aiutati da alcuni vicini. Abbiano un centinaio di ettari rovinati”. Il fuoco e’ stata l’altra grande fonte di paura, oltre ai rottami che cadevano dal cielo: molti i focolai, ormai domati dai vigili del fuoco, ma attivi ancora oggi sul crinale o sui fianchi delle colline. “Abbiamo passato la notte in bianco – racconta Pina, affacciata sulla soglia della prima casa della frazione di Casamurana -. Prima il botto, poi quel fuoco in cielo. Ma ci pensa se qualche pezzo fosse caduto addosso alle case?”. Piu’ in alto, a Tronzano, l’atmosfera e’ piu’ rilassata e qualche residente offre da bere (“un bicchiere di passerina?”) o da mangiare (“sono salumi nostrani”) ai giornalisti “accampati” davanti a una delle zone off limits, dove sono in corso le ricerche. “Paura? Certo e tanta” dice un uomo offrendo del vino in bicchieri di plastica, “ma almeno non ci hanno evacuati”. Le stradine sui fianchi della collina, che passano vicino a qualche manciata di case, sono invase dalle squadre di soccorso. Solo in occasione del terremoto o di qualche grande calamita’ naturale si era visto un tale dispiegamento di apparati da parte dello Stato: vigili del fuoco, carabinieri, polizia, guardia di finanza, Forestale, Soccorso Alpino e altri ancora. Volti concentrati, spesso tirati dopo ore di lavoro sotto un caldo cocente e una notte impegnativa. E poca voglia di parlare (anche perche’ le consegna del silenzio e’ piuttosto severa). C’e’ solo un momento di cedimento: dopo che sono stati trovati i resti del corpo di uno dei piloti in una scarpata sotto un villa in localita’ Castiglione, i soccorritori si fanno da parte mentre arrivano i rappresentanti dell’Aeronautica militare. Tocca a loro il compito di assistere al recupero del loro commilitone, mentre un silenzio, commosso e rispettoso, cala su quel fianco di collina.
