“Sa Lilla faceva parte di un complesso di miniere comprendente anche quella di Parredis. Quest’ultima affrontava lo stesso massiccio – ha proseguito Mezzolani – monte Parredis appunto, dal versante opposto. La Settimana del Pianeta Terra , solo in Italia, offrirà la grande opportunità di vedere il mondo delle miniere dell’altopiano di Sa Lilla, un patrimonio da tutelare e che invece va verso il più profondo abbandono. Entreremo nella miniera di Parredis per i minerali di piombo e zinco. Nella seconda metà dell’800, l’intera zona mineraria risultava fortemente isolata ed impervia e questo costrinse le Società minerarie ad investire notevoli capitalia per la costruzione di strade, case cantoniere, magazzini. Ben 27 KM di strada per collegare la minera al porto Murtas e 18 KM di strada per carri a cavalli. Dal 1865 1865 al 1868 furono prodotti ben 11.800 quintali di minerali, per un valore pari a 98.200 lire. In quegli anni a Parredis lavoravano minatori, falegnami, fabbri, manovali, cernitori e lavatori e la loro paga giornaliera era rispettivamente di: 3,75 lire; 2,50 lire; 2,50 lire; 1,62 lire; 0,80 lire (quest’ultimo dato riferito a cernitori, cernitrici, lavatori e lavatrici). Negli anni ’20 e ’30 furono costruiti centinaia di metri di gallerie, discenderie e pozzetti. Un immenso patrimonio anche per l’Italia di oggi ma che purtroppo rischia il totale degrado. Il contesto geologico è straordinario con fiumi, boschi e ruscelli. C’è una grande testimonianza quale il piccolo villaggio costruito per i minatori e le loro famiglie sul versante settentrionale della valletta scavata dal rio Brecca (San Vito). Al suo centro sorgeva una, verosimilmente la dimora del direttore e della sua famiglia. Il tutto dà l’impressione di razionalità, funzionalità e ordine, lungo li rio Brecca erano inoltre presenti le Gallerie Santa Maria, San Giuseppe, Santa Barbara e Santa Caterina”.
Settimana del Pianeta Terra: “In Sardegna si rischia di perdere una testimonianza importante della nostra storia”
