Sindrome da rientro: tutti gli accorgimenti comportamentali per combatterla al meglio

Fine agosto, tempo di rientro per molti vacanzieri. La ripresa delle attività rappresenta sempre un momento delicato per chi, dalle spiagge e dalle località turistiche, si ritrova catapultato nuovamente nella routine, con gli impegni di sempre e la prospettiva di diversi mesi davanti di lavoro e inconbenze varie. Ecco che fiato corto, sudori gelati o bollenti (dipende dalla stagione e dalla circolazione, “anche del traffico) non tardano ad arrivare, così come astenia, insonnia, tachicardia, ginocchio-valgo, inappetenza, torpore, acidità, cretinismo, formicolli, gonfiori (a caviglie, addome, fianchi, seno).

SINDROME DA RIENTRO COPA ciò si aggiungono: irritabilità, calo di attenzione, mal di testa, difficile gestione della quotidianità e un generico senso di stordimento… tutti sintomi che colpiscono molte persone al rientro delle vacanze, che gli americani chiamano “post vacation blues”, dove “blues” è sinonimo di tristezza e depressione, meglio nota a noi italiani come “sindrome da rientro”. Dato che la sindrome è dovuta alla difficoltà di riadattarsi ai ritmi della città, è opportuno prepararsi quando si è ancora in vacanza, senza far le ore piccole quando le ferie sono agli sgoccioli, alzandosi di buon mattino come se si dovesse andare a lavoro. Meglio rientrare in città qualche giorno prima di riprendere il lavoro, in modo da dare il tempo all’organismo di adattarsi meglio, prestando attenzione all’alimentazione, evitando le abbuffate, scegliendo piuttosto cibi leggeri e genuini per aiutare l’organismo e depurarsi e tornare in forma.

Una dieta sana riduce i sintomi legati a stomaco e intestino, per cui, al rientro, limitate caffè, fritture, insaccati, alcol e cibi molto piccanti, privilegiando gli alleati più efficaci della vostra salute: frutta e verdura, molta acqua naturale, carni magre e pesce ben cotti. Si a cereali integrali, pasta, riso, orzo e pane integrali, contenti triptofano, che favorisce calma e benessere, migliorando l’umore e facendoci adattare con più facilità ai cambiamenti; sì a spuntini con frutta di stagione, cioccolato e olio d’oliva, ricchi di flavonoidi, che contrastano l’invecchiamento ma anche i cali di concentrazione. Per limitare cali umorali e nervosismo, frutta secca e verdure a foglia verde, contenti importanti sali minerali tra cui selenio, magnesio e potassio. Per potenziare le capacità mentali e gli impulsi nervosi, uova, carne bianca e mandorle. E’ essenziale tenersi in forma, continuando a fare attività fisica al rientro per non interrompere di colpo i benefici apportati dalle nuotate al mare o dalle passeggiate in montagna, riducendo lo stress e assicurando un miglior riposo. L’ideale è fare jogging, bicicletta o nuoto, unendo ai vantaggi dello stare all’aria aperta, quelli dell’attività fisica, ma vanno benissimo anche la camminata di buon passo (in giardino, parco urbano o bosco) per almeno 40 minuti oppure, per i più pigri, adottare la buona abitudine di fare le scale ogniqualvolta sia possibile. Se durante l’estate avete commesso più di qualche sgarro alimentare, ritrovandovi con alcuni chili di troppo, con l’attività fisica prenderete i classici due piccioni con una fava.

In caso di problemi di insonnia, l’ideale è fare un bagno caldo con il sale, prendendo una tisana rilassante, senza mai passare dalle 8-10 ore di sonno delle vacanze alle 6-7 che, al massimo, ci possiamo concedere al nostro rientro. Erboristeria e fitoterapia sono particolarmente ricche di rimedi naturali in grado di sostenere naturalmente il corpo in questa fase di passaggio e cambiamento. Per riportare il più velocemente possibile l’organismo alla normalità: rodiola ed eleuterococco, piante adattogene molto efficaci contro stress e stanchezza, griffonia contro cattivo umore. In caso di agitazione e nervosismo, il tiglio gemmoderivato o in tisana potrebbe essere la scelta più azzeccata. Infine, ma non meno importante, per ritrovare la giusta energia, ritagliatevi sempre momenti quotidiani “di ricarica”, godendovi piacevoli pause (non necessariamente lunghe) e ambienti ristoratori quando ne avvertite il bisogno.