Domani la sonda Rosetta, realizzata dall’Agenzia spaziale europea (Esa) con il contributo della Nasa, raggiungera’ la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko dopo un viaggio nello spazio durato dieci anni. Sonda e cometa viaggeranno affiancate e nel novembre 2014 e’ previsto l’atterraggio del lander Philae sulla superficie del corpo celeste, impresa mai tentata prima. Lo scopo della missione e’ raccogliere informazioni per decifrare gli enigmi del complesso linguaggio della nebulosa protoplanetaria che ha costruito i mattoni che hanno formato il nostro Sistema Solare come lo vediamo oggi. Rosetta sara’ in grado di comunicare e inviare dati scientifici fino a dicembre del 2015.
IL RUOLO DELL’ITALIA – La partecipazione italiana alla missione consiste in tre strumenti scientifici a bordo dell’orbiter: Virtis (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer) sotto la responsabilita’ scientifica dell’Iaps (Inaf Roma), Giada (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) sotto la responsabilita’ scientifica dell’Universita’ Parthenope di Napoli, e la WAC (Wide Angle Camera) di Osiris (Optical Spectroscopic and Infrared Remote Imaging System) sotto la responsabilita’ scientifica dell’Universita’ di Padova. A bordo del lander, e’ italiano il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni SD2 (Sampler Drill & Distribution), sotto la responsabilita’ scientifica del Politecnico di Milano, ed il sottosistema dei pannelli solari. IL PRESIDENTE DELL’ASI – “L’appuntamento di domani sara’ un momento particolamente importante per la storia dell’esplorazione dell’Universo, ci aspettiamo molte informazioni sulla formazione del nostra sistema solare- commenta Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi)-. La sonda Rosetta rappresenta uno dei molti fronti di impegno per l’Asi in campo internazionale ed europeo”.
