
La mappatura dei fondali dell’Oceano indiano meridionale in corso nell’ambito delle ricerche dell’aereo Malaysia Airlines scomparso sei mesi fa indica la presenza di elementi duri come il metallo, ma difficilmente gli oggetti rilevati sono stati prodotti dall’uomo: lo hanno reso noto oggi le autorita’ australiane, secondo quanto scrive l’agenzia France press. “Abbiamo rilevato un numero di zone in cui ci sono piccole aree che sono relativamente piu’ dure rispetto alla roccia circostante”, ha detto all’emittente televisiva Cnn Martin Dolan, responsabile dell’Ufficio australiano per la sicurezza nei trasporti, che coordina le ricerche sottomarine. “E’ improbabile che si tratti di oggetti realizzati dall’uomo, e’ molto piu’ probabile che si tratti di caratteristiche geologiche”, ha aggiunto Dolan. “Tuttavia – ha proseguito -, utilizzeremo queste informazioni per la pianificazione generale delle ricerche nelle aree di priorita’ per localizzare” i resti del volo MH370. Il 28 agosto scorso l’Australia e la Malaysia hanno sottoscritto un memorandum d’intesa “per rinsaldare” la collaborazione nelle ricerche dell’aereo, scomparso l’otto marzo scorso con 239 persone a bordo.