La temporanea “meridianizzazione” del flusso perturbato principale, che scorre sopra l’Europa centro-settentrionale, sta favorendo la discesa della prima saccatura artica che nel corso delle prossime 24-36 ore affonderà le proprie radici fino alla Romania orientale, la Moldavia e l’Ucraina, innescando un intenso processo ciclogenetico sottovento che culminerà nel corso della serata di domani, con l’isolamento di una profonda depressione extratropicale riempita da aria molto fredda, polare marittima continentalizzata, sopra l’est dell’Ucraina. Lo scivolamento di questa saccatura contribuirà anche ad aprire le porte alle prima avvezione di aria piuttosto fredda in quota d’origine polare, verso l’Europa orientale e il bacino del mar Nero, con la discesa, dalla Scandinavia e dal Baltico, di un ampio flusso freddo, di stampo polare marittimo, successivamente continentalizzato durante il passaggio sopra le pianure della Bielorussia, Polonia e Ucraina. Quest’asse di saccatura, in fase di ulteriore allungamento, grazie all’alimentazione di un ramo discendente del “getto polare” che scivola dal bordo orientale del promontorio anticiclonico oceanico (alta delle Azzorre), che dall’Atlantico si distende con le proprie propaggini più orientali verso la Polonia, la Slovacchia e l’Ungheria, contribuirà ad accelerare il processo di “CUT–OFF”, lungo il bordo più meridionale della saccatura stessa.

Quest’ultima, pressata da ovest dall’espansione dell’anticiclone oceanico, entrando in fase di “Stretching”, agevolerà l’incubazione di un giovane minimo depressionario, con annessa goccia fredda in quota, caratterizzata da isoterme stimate sui –27°C a 500 hpa. Entrando in fase di “Stretching” l’asse di saccatura, venendo chiuso dalla base e supportato in quota da un significativo “forcing” dinamico indotto dalla circolazione ciclonica della stessa, evolverà rapidamente in una profonda ciclogenesi, colma di aria molto fredda nella media troposfera, che determinerà una brusca fase d’instabilità, con piogge e rovesci sparsi fra Romania, Moldavia, Ucraina e Bielorussia, e prime nevicate fino a bassa quota sui Carpazi orientali. La formazione di un intenso sistema frontale nei bassi strati, associato alla ciclogenesi, causerà fenomeni diffusi, anche a sfogo di rovescio o di temporale sulle coste dell’Ucraina meridionale e in Crimea, dove i contrasti termici fra l’aria fredda in arrivo dalla Scandinavia e quella molto più mite e umida preesistente nei bassi strati saranno più che sufficienti per la nascita di isolate “Cellule temporalesche” sul settore post-frontale, come sulla linea del fronte freddo, seguito dai forti venti burrascosi da Ovest e O-NO che fungono da apripista all’avvezione fredda. L’ingresso dell’aria fredda farà abbassare le temperature, anche di -7°C -8°C rispetto ai valori odierni, portando i termometri su cifre poco superiori ai +0°C al piano. Ma le isoterme in quota, e il campo termico nei bassi strati, non saranno sufficienti per determinare precipitazioni nevose fino al piano (che normalmente avviene in Ottobre inoltrato). Lo scivolamento dell’aria fredda, di origine polare, che dal ramo occidentale della saccatura si inserirà all’interno della giovane depressione in fase di isolamento sull’Ucraina orientale, agevolerà l’incubazione, nei medi e bassi strati, di una solida circolazione depressionaria “baroclina”, piuttosto profonda, che si svilupperà nell’area attorno gli Oblast di Donetsk, approfondendosi fino ad un minimo barico al suolo che toccherà i 985 hpa, e che tenderà ad evolvere, nella mattinata di mercoledì, in direzione del confine russo, nell’area ad est della città di Belgorod (con un minimo profondo sui 990 hpa).
Ma oltre al calo termico, molto marcato, e ai rovesci di pioggia (neve fino a bassa quota sui Carpazi orientali) bisognerà fare attenzione ai venti molto forti, oltre la soglia d’attenzione, che dal pomeriggio di domani sferzeranno l’Ucraina, il settore nord del mar Nero e il mar d’Azov. Questi forti venti, prevalentemente da NO e O-NO, si attiveranno nel corso della mattinata di domani in gran parte del territorio ucraino e sulla Crimea, a seguito dell’inspessimento dell’intenso “gradiente barico orizzontale” posizionato con i suoi massimi sull’ Ucraina centro-orientale, dove si svilupperà la ciclogenesi a carattere freddo, con un minimo barico previsto sui 985 hpa al suolo, che si posizionerà sull’Oblast di Donetsk. Difatti, il già intenso “gradiente barico orizzontale” presente lungo il bordo occidentale e meridionale della circolazione depressionaria, centrata nell’Ucraina orientale, nel corso del pomeriggio di domani tenderà a comprimersi ulteriormente a causa della contemporanea espansione verso levante di un promontorio anticiclonico oceanico, che dal vicino Atlantico si allungherà verso la Polonia, la Slovacchia e l’Ungheria, con l’isobara di 1020 hpa che raggiungerà la Repubblica Ceca. La notevole pressione esercitata da questa robusta figura anticiclonica, in fase di ulteriore espansione verso l’Europa centro-orientale, produrrà questo notevole infittimento di isobare, soprattutto fra la Bielorussia e l’Ucraina, con la conseguente accelerazione dei freddi venti da NO e O-NO, che dal mar Baltico si fionderanno sulle pianure e i bassopiani di Bielorussia e Ucraina, dopo aver attraversato la Lettonia e la Lituania.
