
Questa seconda figura rappresenta invece l’andamento sulla nostra penisola della temperatura media reale. In questo secondo grafico si può scorgere la linea di tendenza che è in discesa e poi sia le tre onde di calore (la più importante come si vede è certamente la prima) che le due onde relativamente fredde. In questo caso però, diversamente di quanto avevamo diagnosticato, la più significativa è stata la prima onda e non la seconda. In definitiva i due grafici (quello previsto e quello reale) sono molto simili tra loro.
Tuttavia c’è un “ma”. È’ vero che i due grafici sono simili ma appaiono sfasati. Mi spiego meglio. Le nostre date di previsioni andavano spostate in avanti di 2-3 giorni. Avremmo dovuto spostare la data di previsione della prima onda di calore dicendo dal 7-8 al 12-13. Così facendo avremmo centrato il periodo previsto con quello reale. Di conseguenza anche tutte le altre successive onde andavano spostate in avanti degli stessi giorni e avremmo così ottenuto eccellenti risultati. Ultima osservazione. L’onda più fredda del mese si è verificata subito dopo l’onda calda principale. Noi invece l’avevamo prevista dal 19-20 al 23.24. Insomma per ottimizzare le nostre previsioni sulla temperatura abbiamo ancora molta da lavorare.
* Colonnello dell’Aeronautica Militare