Sono davvero eccezionali i dati sulla crescita dei ghiacci marini attorno le coste dell’Antartide. Con la fine dell’inverno australe i ghiacci che circondano il Polo Sud si apprestano a raggiungere la loro massima estensione verso latitudini più settentrionali. In questo periodo, lungo i principali mari che circondano l’Antartide, dopo il sorprendente record di Maggio, l’estensione del ghiaccio è aumentata in maniera vertiginosa, crescendo di circa 500 chilometri quadrati (41.900 miglia quadrate) al giorno, a tratti anche superiore al tasso medio di 108.400 chilometri quadrati (41.850 miglia quadrate) al giorno. Attualmente, secondo le ultime rilevazioni satellitari, l’estensione del ghiaccio ha raggiunto valori davvero fuori dal comune, toccando i 1.535.000 chilometri quadrati. Uno dei dati più alti finora misurati con l’ausilio delle tecnologie satellitari. Ma ancora più stupefacente è stata la crescita del ghiaccio marino negli ultimi sette giorni, che avrebbe superato i 58.000 chilometri quadrati, facendo così registrare il nuovo record di massima crescita in appena sette giorni. Difatti, dall’inizio delle rilevazioni satellitari, non si era mai registrata una crescita così rapida e repentina del “Pack” che circonda il continente ghiacciato.
Questi 58.000 chilometri quadranti guadagnati in una settimana evidenziano il periodo di ottima salute dei ghiacci marini antartici, che trova la sua spiegazione in una serie di fattori, molto complessi e incatenati fra loro, che ora tenteremo di elencare nel modo più lineare possibile. I 1.535.000 chilometri quadrati sono davvero eccezionali. Non ci troviamo di fronte ad una nuova glaciazione, ma sta di fatto che se l’Artico continua a soffrire, l’Antartide invece presenta una ottima forma, soprattutto durante il periodo invernale, facendo registrare una notevole estensione della banchisa, che riesce a spingersi fino a latitudini considerevoli. Pertanto la navigazione marittima sui mari australi sta divenendo sempre più insidiosa, a causa della maggior presenza di Iceberg e blocchi di ghiaccio che tendono ad andare alla deriva, sotto la spinta delle grandi tempeste (“venti Catabatici” molto violenti) che periodicamente spazzano le coste che circondano il Polo Sud. Pur trattandosi di ghiaccio molto giovane e piuttosto sottile, molto vulnerabile al moto ondoso e al rialzo termico, esso è riuscito a coprire l’intero bacino ad est della penisola Antartica, cosi come buona parte dei bacini, a ridosso dell’Antartide orientale.
Il ghiaccio marino ha coperto ormai gran parte del mar di Weddell, il mare di Amundsen e il settore orientale del mar di Ross, dove la navigazione può essere effettuata solo con l’ausilio delle navi rompighiaccio. Bisogna però tenere presente che in questo caso i venti e le correnti oceaniche, e non tanto le temperature dell’aria, hanno avuto un ruolo di primo piano nel spingere il ghiaccio dalle coste antartiche verso latitudini più settentrionali. Anche in questi ultimi due mesi i venti dominanti, lungo l’Antartide, hanno spirato in prevalenza dai quadranti meridionali, con l’attivazione di forti raffiche “catabatiche” (venti discendenti dall’altopiano ghiacciato interno dell’Antartide) che dal Plateau interno antartico si sono rapidamente dirette verso le aree costiere, affacciate sul mare di Weddell, mare di Amundsen, ed in parte anche sul mar di Ross. In questi mesi lungo le coste antartiche abbiamo assistito alla persistenza di un pattern atmosferico, caratterizzato da un robusto e permanente nucleo anticiclonico, di natura termica (caratterizzato da aria molto gelida e pesante presente sopra il Plateau centrale), che per varie settimane è rimasto quasi stazionario fra la parte occidentale della regione del Mare di Weddell, la Penisola Antartica e il Mare Bellingshausen. La presenza di questo importante anticiclone termico, con massimi barici al suolo piuttosto elevati, ha favorito l’attivazione di una persistente, intensa e gelida ventilazione dai quadranti meridionali, in genere da S-SO e SO, che ha sferzato con grande costanza le aree costiere ad est della penisola Antartica, mare di Amundsen e il mare di Weddell (fino a largo). Ma la cosa più inusuale riguarda la particolarità di questa ventilazione meridionale. I forti venti da S-SO e SO non solo hanno contribuito a spingere il ghiaccio verso le medie-basse latitudini dell’emisfero australe, ma hanno pilotato con sé masse d’aria piuttosto gelide, in scivolamento dal Plateau antartico, che si sono dirette verso le latitudini più temperate.
