Dopo una breve pausa, indotta dall’evoluzione verso il Pacifico orientale della “MJO” che ha prodotto un inibizione dei moti convettivi sul Pacifico occidentale (per il rinforzo delle “Subsidenze” attive ad ovest della fascia di massime precipitazioni legata proprio alla “MJO”), l’attività dei tifoni e delle tempeste tropicali torna a rafforzarsi sul mar delle Filippine. Proprio in queste ore una nuova tropical storm, denominata “Kalmaegi”, si è sviluppata nelle scorse 36 ore sopra le calde acque superficiali del mar di Luzon, le cui temperature si aggirano attorno i +29°C +30°C. Valori più che sufficienti per fornire le energie necessarie alla formazione di un tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. La tempesta tropicale, piuttosto intensa, venendo costantemente alimentata da aria molto calda e umida che circola sopra il mar delle Filippine, sta per essere promossa a tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che potrebbero toccare punte di oltre i 120-130 km/h nell’area attorno il nucleo centrale.
Osservando le ultime moviole satellitari notiamo una vistosa attività convettiva lungo il bordo occidentale di “Kalmaegi”, dove notiamo la presenza di un enorme bande nuvolosa cumuliforme, con imponenti nubi torreggianti aventi un top molto elevato, che stanno scaricando precipitazioni di carattere torrenziale nel tratto di mare antistante le coste orientali dell’isola di Luzon. La tempesta però, dopo aver effettuato il “landfall” sul settore settentrionale dell’isola di Luzon, interagendo con le catene montuose dell’interno che con il loro attrito tenderanno ad indebolire la circolazione depressionaria, nei medi e bassi strati, rischia di scaricare forti piogge e intensi temporali nelle aree più interne. La stessa si potrà riorganizzare solo in un secondo momento, allorquando si verserà sopra le calde acque superficiali del mar Cinese Meridionale, spostandosi gradualmente verso nord-ovest. Ma si tratterà di un passaggio temporaneo. Se non fosse passata sopra l’isola filippina di Luzon, “Kalmaegi”, con ogni probabilità, avrebbe avuto il potenziale per intensificarsi in un insidioso tifone, pronto a minacciare le coste della Cina meridionale. Ma nel corso delle prossime ore l’orografia di Luzon taglierà in parte la circolazione ciclonica, che resterà attiva solo in quota, con un nucleo di vorticità positiva nella media e alta troposfera.
Questo passaggio infliggerà una ferita non facilmente rimarginabile per la perturbazione tropicale, che comunque già da domani comincerà a rappresentare una seria minaccia per le coste della Cina meridionale, in vista di un “landfall” inevitabile atteso per la tarda serata di martedì 16, fra l’isola di Hainan e la provincia cinese dello Zhanjiang, dove la tempesta tropicale, indebolita a depressione tropicale, riuscirà ad apportare forti rovesci di pioggia e temporali, prima di dissiparsi sul vicino entroterra. Le temperature delle acque superficiali del mar Cinese Meridionale, sopra i +30°C, e l’ambiente molto umido presente nei bassi strati, fra i mari indonesiani ed il mar Cinese Meridionale, dovrebbe contribuire a rafforzare nuovamente “Kalmaegi”, favorendo una sua nuova probabile intensificazione a tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che raggiungeranno i 120-130 km/h nell’area attorno l’occhio centrale e oltre i 90-100 km/h nei lati più esterni. La struttura depressionaria difatti è molto vasta e contiene al suo interno un ingentissimo quantitativo di vapore acqueo tropicale che sarà in grado di intensificare nuovamente l’attività convettiva, costruendo attorno i suoi bordi imponenti bande nuvolose spiraliformi capaci di scaricare precipitazioni di carattere torrenziale sul mar Cinese Meridionale e lungo le coste cinesi meridionali.
Spostandosi verso il mar Cinese Meridionale “Kalmaegi”, fra oggi e la giornata di martedì, causerà anche un deciso rinforzo dei venti meridionale sui mari che circondano il Borneo, lungo lo Stretto di Makasar e sullo Stretto di Karimata, mentre una intensa ventilazione da O-SO e SO interesserà il settore centrale del mar Cinese Meridionale, nel tratto poco a nord del Borneo, e sul mar di Sulu. Questi impetuosi venti da SO, che sferzeranno buona parte del mar Cinese Meridionale, solleveranno anche un moto ondoso piuttosto imponente, con onde di “mare vivo” che potranno raggiungere i 4-5 metri di altezza, rappresentando una seria minaccia per la navigazione marittima. Nel corso della settimana, fra martedì e mercoledì, i forti venti meridionali attivi lungo il bordo orientale di “Kalmaegi” propagheranno, in direzione delle coste cinesi meridionali, grandi ondate, alte anche più di 5 metri, che determineranno intense mareggiate sulle coste esposte a sud, nel tratto compreso fra l’area di Hong Kong e i litorali della provincia cinese dello Zhanjiang. Il potente moto ondoso, smuovendo le enormi quantità di sabbia e fango presenti sui bassi fondali che caratterizzano le coste cinesi meridionali, intorbidirà le acque per diverse miglia.
