Su Ebola “la finestra di opportunita’ per far rallentare l’epidemia c’e’, ma si sta chiudendo”: il direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta (Cdc), Tom Frieden, ha lanciato una allarme senza precedenti sui pericoli del’epidemia. Di ritorno da una visita nei Paesi colpiti dell’Africa Occidentale il scienziato di punta del governo Usa ha sollecitato “azioni massicce”: “C’e’ bisono di aumentare ancora gli sforzi ai massimi livelli, la necessita’ di una risposta urgente all’emergenza non puo’ essere esagerata in alcun modo”. Dopo la visita in Liberia, Sierra Leone, e Guinea, Frieden ha fatto oggi il punto della situazione sostenendo che nelle prossime settimane si assistera’ a un aumento dei contagi e a un peggioramento generale della situazione: “Siamo di fronte alla prima epidemia di Ebola mai vista”. Secondo Frieden, la Guinea, che sinora aveva tenuto sotto controllo il diffondersi della febbre emorragica, e’ ora di fronte a un’impennata dei casi, in particolare in una comunita’ che fa resistenza alle misure preventive che gli esperti tentano di realizzare.
“Il primo passo nella lotta per bloccare l’Ebola e’ conoscere i fatti”: con queste parole, in un video pubblicato sul sito della Casa Bianca, il presidente Barack Obama si rivolge alla gente dell’Africa occidentale. “Fermare la malattia non e’ facile – aggiunge – ma noi sappiamo come farlo”. Nel video Obama si rivolge “direttamente alle popolazioni di Liberia, Guinea, Sierra Leone e Nigeria”, per far loro sapere che “le nostre preghiere sono con chi ha perso i propri cari a causa dell’Ebola”, e che l’America “sta lavorando con altri partner nel mondo e con i vostri governi per bloccare la diffusione dell’epidemia”. “Ma il primo passo in questo senso – afferma il presidente – e’ conoscere i fatti: anzitutto che il virus dell’Ebola non si diffonde con l’aria come l’influenza, e non si puo’ prendere con contatti casuali”. Obama continua spiegando che “la modalita’ piu’ comune per venire contagiati dal virus dell’ Ebola e’ tramite il contatto con i fluidi corporei di qualcuno malato, o che e’ gia’ morto o con strumenti contaminati come aghi”. Il presidente sollecita la gente “a contattare i centri ospedalieri immediatamente se vi sentite poco bene” e a “non toccare i cadaveri di chi e’ morto per la malattia”. “Potete rispettare le vostre tradizioni e onorare i vostri cari senza rischiare le vite di altri – sostiene Obama – bloccare questa malattia non sara’ facile, ma possiamo farcela, possiamo salvare vite umane insieme”. Il presidente conclude precisando:”Continuerete ad avere gli Stati Uniti e me stesso quali partner per costruire una piu’ prosperosa Africa”
