Ebola, l’epidemia si diffonde a ritmi senza precedenti

MeteoWeb

Liberia EbolaOgni settimana che passa l’epidemia di Ebola in Africa “cresce in modo esponenziale e affrontarla diventa più difficile. Non siamo in grado di prevedere quanto si diffonderà. Quello che sappiamo è che il numero di casi registrati rappresenta solo una parte del reale numero di persone contagiate”. E’ quanto ha detto Joanne Liu, presidente internazionale di Medici senza frontiere, oggi a Ginevra per un incontro con i vertici dell’Onu. “Oggi la risposta all’Ebola continua a essere pericolosamente insufficiente”, ha aggiunto Liu che ribadisce di la necessità che altri Paesi “entrino in azione, abbiamo bisogno di un maggior impiego di risorse e ne abbiamo bisogno adesso. Questa – forte risposta – ha sottolinea – deve essere coordinata, organizzata e attuata secondo una chiara catena di comando”. “Oggi, a Monrovia – ha raccontato Liu – le persone malate bussano alle porte dei centri di trattamento Ebola di Msf perché non vogliono contagiare le loro famiglie e sono alla disperata ricerca di un posto sicuro in cui essere isolati. Ma le nostre equipe devono rimandarli indietro. È tragico: non abbiamo abbastanza posto per tutti loro. Persone altamente contagiose sono costrette a tornare a casa, ne infetteranno altre e continueranno a diffondere questo virus mortale. Tutto questo per la mancanza di una forte risposta internazionale. Ad oggi, Medici senza frontiere ha inviato più di 420 tonnellate di materiali nei paesi colpiti. Abbiamo 2mila operatori umanitari sul terreno. Gestiamo più di 530 posti letto in cinque diversi centri di trattamento per l’Ebola. Ma le nostre forze sono al limite. Siamo in grave difficoltà nel constatare che un’unica ong privata sta garantendo la maggior parte delle unità di isolamento e posti letto. Secondo la Liu, “altri Paesi devono impiegare i propri apparati civili e militari e le proprie équipe mediche per contenere l’epidemia. Serve uno staff preparato e numeroso per accogliere i pazienti nei reparti di isolamento e negli ospedali da campo, che possono essere rapidamente realizzati negli spazi aperti grazie a operazioni logistiche relativamente lineari”. Nel frattempo, devono continuare “gli sforzi per produrre un vaccino efficace in grado di interrompere la catena di trasmissione. Ma deve essere un vaccino di provata sicurezza ed efficacia e disponibile su ampia scala – precisa la Liu – Fino a quel giorno, dobbiamo muoverci come se non esistesse alcun vaccino. La reazione del mondo a questa epidemia senza precedenti resterà impressa nei libri di storia. È una crisi regionale con implicazioni economiche, sociali e di sicurezza che vanno ben oltre le frontiere dei paesi colpiti”.