
Il vaccino sperimentale, sviluppato dalla società farmaceutica GlaxoSmithKline (che ha acquisito Okairos) e dal Niaid e prodotto appunto nel nostro Paese, come prima cosa sarà somministrato a tre volontari sani per verificare eventuali effetti collaterali. Se ritenuto sicuro, sarà poi dato a un altro piccolo gruppo di volontari, di età compresa tra 18 e 50 anni, per vedere se sia in grado di produrre una forte risposta immunitaria al virus. “Abbiamo inviato circa un mese fa 200 dosi per la sperimentazione – conferma all’Adnkronos Salute Riccardo Cortese, amministratore delegato di Okairos – che coinvolgerà una ventina di persone. Ci hanno poi chiesto di prepararne altre 10.000 e ci vorranno circa due mesi”. Il vaccino, infatti, sarà testato anche in Gran Bretagna, Gambia e Mali, una volta che saranno giunte le autorizzazioni. Non è possibile la sperimentazione direttamente nei Paesi coinvolti dall’epidemia perché ora le strutture sanitarie non sarebbero in grado di supportarla. Secondo Cortese, i risultati di sicurezza ed efficacia “potrebbero arrivare entro fine anno. In ogni caso lo produciamo solo noi: lo abbiamo inventato e non c’è stato il tempo di insegnare a nessuno come produrlo”. Un altro studio, che impiegherà una versione del vaccino Gsk/Niaid che utilizza solo il ceppo Zaire del virus Ebola, sarà lanciato a ottobre, secondo il Nih.