Forte temporale con violente raffiche di “downburst” spazza Firenze, registrata una raffica di 116 km/h

pisa04Il forte temporale che nella prima mattinata odierna ha sferzato Firenze e dintorni è stato preceduto da forti raffiche di vento, generalmente da N-NE e NE, legata al “downburst” della vasto sistema di “Cellule temporalesche”, che si è affacciato sulla Toscana settentrionale. In una stazione amatoriale del centro città, durante la fase clou del temporale, è stata misurata una raffica di ben 116 km/h da NE. La violenza del vento è stata tale da abbattere alberi secolari, spezzando le antenne e sollevando le tegole dai tetti delle abitazioni. I “downbursts” corrispondono ad una colonna d’aria in rapida discesa che però incontra la superficie del suolo perpendicolarmente tendendo poi ad espandersi orizzontalmente (divergenza) in tutte le direzioni. Sono all’origine dei violenti colpi di vento che molto spesso accompagnato il passaggio di un intenso fronte temporalesco, specie durante il periodo primaverile ed estivo. Essi si formano a seguito dell’intenso scompenso che si crea all’interno del temporale (che sia una Cella singola o un complesso sistema Multicellulare) fra “Updraft” (forte corrente ascendente che alimenta il Cumulonembo) e “Downdraft” (forte corrente discendente che si localizza nell’area delle precipitazioni) e nella maggioranza dai casi sorgono da nubi cariche di pioggia e forti rovesci, la cui temperatura è più bassa rispetto all’ambiente circostante. Si innesca cosi un “gradiente termico” che fa aumentare la pressione nella nube temporalesca, causando un conseguente “gradiente barico” fra la zona temporalesca e le aree circostanti, molto più calde.

Tale differenza barica genera un intenso e turbolento flusso d’aria verso l’esterno che serve a bilanciare la pressione. In genere, in presenza di fortissimi “Updrafts” (correnti ascensionali all’interno dei cumulonembi) l’aria trasportata dalle corrente ascensionali riesce a raggiungere la parte sommitale del Cumulonembo (l’incudine), ghiacciandosi e divenendo molto più pesante e gelida rispetto le masse d’aria circostanti. Si forma cosi una sacca d’aria molto fredda e pesante che con il supporto della forza gravitazionale tende a ridiscendere molto rapidamente verso la base del Cumulonembo impattando col suolo tramite le precipitazioni. Una volta raggiunto il terreno le forti raffiche di vento originate divergono dal punto di impatto determinando delle forti e alle volte violente raffiche di vento con velocità e direzione mutevole a seconda delle zone. In alcune zone di Firenze le raffiche sono state molto forti, con picchi di oltre gli 100 km/h. La furia del vento ha provocato anche molti danni, con rami di alberi spezzati e insegne pubblicitarie divelte.