
Questo perché nei giorni scorsi, i sostenuti e freddi venti da Nord e N-NE, richiamati dalla profonda depressione centrata sull’estremo oriente russo, sono andati ad impattare sul versante settentrionale dei monti Cerski, addossando su questi una fitta nuvolosità da “stau” che ha dato la stura a precipitazioni nevose diffuse, anche di moderata o forte intensità, ed accompagnate anche da una fredda ventilazione settentrionale. Queste intense e persistenti precipitazioni nevoso, esacerbate dal “forcing” orografico dei monti Cerski, hanno permesso l’accumulo di queste consistenti quantità di neve fresca in una larga area della Siberia orientale. Intanto nei prossimi giorni, con l’ulteriore estensione dei suoli innevati, fin verso i territori della Siberia centrale e la regione a nord del lago Bajkal, si cominceranno a registrare le prime significative ripercussioni sotto il profilo meteo/climatico. Difatti, i suoli innevati di fresco, causeranno un massiccio raffreddamento dello strato d’aria presente nei bassi strati, incrementando il forte raffreddamento che proprio in questo periodo caratterizza l’Eurasia, a seguito della diminuzione del soleggiamento diurno e dell’allungamento della notte sul giorno. Ciò, peraltro, causerà l’isolamento del primo “cuscinetto di aria piuttosto fredda”, presso il suolo, che spianerà la strada al grande raffreddamento tardo autunnale (raffreddamento pellicolare) che formerà il futuro anticiclone termico sulle vaste lande euro-asiatiche. Tale processo sarà anche favorito da una notevole estensione, fra l’altopiano della Siberia orientale e la Siberia centrale, dei territori innevati di fresco sottoposti all’effetto “Albedo”. Segno inequivocabile che l’inverno 2014/2015 inizia a muovere i primi passi, riaprendo la grande “fabbrica del gelo” dell’emisfero boreale.