I dati degli studi sulla microzonazione sismica effettuati in Italia
“I primi dati degli studi di microzonazione sismica effettuati su 791 Kmq di località abitate , confermano che in Italia – ha affermato in conferenza stampa il Consigliere Nazionale dei Geologi, Giovanni Calcagnì – quasi la totalità dei territori analizzati presenta potenziali amplificazioni forti ed una buona percentuale ,ben il 12 %, presenta anche fenomeni di instabilità come frane e liquefazioni in caso di sismi intensi. E’ la prova provata di quanto i geologi predicano da tempo: la grande vulnerabilità sismica italiana deriva anche da progettazioni basate su classificazioni sismiche di arcaica concezione”.
Nelle Marche
“Nelle Marche più di 80 i comuni dove sono stati effettuati gli studi di microzonazione sismica – ha dichiarato Andrea Pignocchi, Presidente dell’Ordine dei Geologi delle Marche – e dunque è stata studiata quella parte del territorio più abitata, tutti i comuni con più di 7500 abitanti. Siamo dinanzi ad un esempio interessante, ad un modello da implementare ulteriormente”.
Il modello San Benedetto del Tronto sulla sicurezza delle scuole
“Oggi il Castello Sant’Andrea è un monumento a forte rischio. Nei prossimi mesi però è probabile che vengano notizie positive da Roma”. Lo ha affermato Giovanni Gaspari, sindaco di San Benedetto del Tronto che oggi in conferenza stampa ha lanciato l’allarme sulla messa in sicurezza dei monumenti. Ma San Benedetto è un modello. “Dopo otto anni di lavoro – ha concluso il sindaco di San Benedetto del Tronto – la maggior parte dei plessi di competenza comunale ha visto significativamente elevati gli standard di sicurezza, in molti casi raggiungendo il pieno adeguamento alla normativa in materia di rischio sismico. Anche se non direttamente correlato al superamento del rischio da terremoti, vorrei anche rilevare l’importantissimo intervento di messa in sicurezza del sottosuolo del Paese alto l’antico incasato cittadino caratterizzato dalla presenza di grotte e cunicoli che ne mettevano seriamente in pericolo la stabilità. Il lavoro, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e che ha visto l’apporto determinante di geologi appositamente incaricati, è ormai alle battute finali e per la città è un altro sospiro di sollievo da poter tirare. Senza dimenticare poi l’attività di protezione civile, anch’essa affinata nel corso degli anni tramite l’organizzazione di un attivo ed entusiasta gruppo di volontari che operano sotto il coordinamento della Regione Marche e l’approvazione e il costante aggiornamento di un piano di protezione civile che ha visto applicazione in diverse esercitazioni”.
E domani , fino al 12 Settembre , ben 600 geologi saranno al Palariviera per la Convention Nazionale sui terremoti.
