
Mai come nell’estate 2014, gli italiani hanno ridotto o rinunciato alle vacanze in montagna. Per la prima volta dal 2001 tutti i comprensori alpini e appenninici registrano il segno meno di arrivi, presenze e redditività. Si va dai 4 ai 5 punti percentuali dell’Alto Adige fino a punte del -30% in Piemonte e, la clientela straniera non compensa la forte diminuzione dei turisti italiani. Il periodico sondaggio di Trademark Italia evidenzia una flessione per l’82,2% degli operatori interpellati, solo il 2,1% registra una crescita. Per la prima volta dal 2001, anno in cui è iniziata l’elaborazione dell’Osservatorio della Montagna estiva (quello invernale va avanti invece dal 1995), tutti i comprensori alpini e appenninici registrano un andamento stagionale negativo, con una flessione (più o meno significativa) di arrivi e presenze, ma soprattutto con la redditività in contrazione. Private anche dell’appeal generato dal classico caldo estivo che normalmente spinge in montagna chi vuole fuggire dalle torride città, le località alpine italiane hanno mostrato numerosi punti deboli, anche sul fronte del marketing e della promozione. La scelta abituale degli operatori privati è quella del contenimento dei costi: aperture sempre più brevi (attorno ai 60 giorni), personale e servizi ridotti e quindi qualità in calo. La soluzione invece più utilizzata dalle pubbliche amministrazioni è quella dei grandi raduni sportivi, in particolare delle squadre di calcio della nostra Serie A. Si tratta di tattiche di breve periodo, non di strategie di ampio respiro finalizzate a riposizionare il prodotto ‘montagna estiva’ sul mercato… soprattutto quello internazionale. Il periodico sondaggio dell’Osservatorio tra gli operatori del settore turistico ha evidenziato come la montagna italiana abbia scontato le difficoltà del sistema economico e sociale nazionale, aggravate dalla negativa congiuntura meteorologica che ha segnato l’estate in tutte le destinazioni di vacanza del Paese. Questi fattori hanno prodotto un’ulteriore contrazione della domanda da parte degli italiani che, mai come nell’estate 2014, hanno ridotto o rinunciato alle vacanze. Per quanto riguarda il dettaglio dell’andamento stagionale, il panel degli operatori turistici non ha esitato a definire ‘tragica’ la stagione estiva 2014: 8 operatori su 10, in maniera pressoché omogenea nei vari comprensori, dichiarano una ‘diminuzione del movimento turistico’; 6 operatori su 10 dichiarano addirittura ‘una flessione della clientela superiore al 10%”’. Si tratta di cifre mai riscontrate in passato dall’Osservatorio Turistico della Montagna.