
Da pancreas, rene e fegato bioartificiali, fatti a meta’ di cellule umane e a meta’ di materiale sintetico, alla tiroide costruita in provetta con cellule staminali, dal cuore artificiale agli arti bionici collegati al cervello del paziente e quindi comandabili col pensiero: sono solo alcuni degli ultimi avanzamenti tecnologici della bioingegneria e ingegneria medica che verranno presentati al 41esimo congresso annuale della Societa’ europea degli Organi artificiali – Esao, che si apre al Centro congressi Giovanni XXIII dell’Universita’ Cattolica del Sacro Cuore – Policlinico A. Gemelli di Roma da oggi a sabato 20. Il congresso, che ha come presidente onorario il preside di Medicina Ucsc Rocco Bellantone, ha ricevuto il patrocinio del ministero della Salute. Il congresso, spiega Celestino Pio Lombardi, direttore dell’Unita’ di Chirurgia Endocrina del Gemelli/Cic dell’Ucsc, presidente dell’evento insieme a Gerardo Catapano, ordinario di Bioingegneria industriale al Dipartimento di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio e Ingegneria Chimica dell’Universita’ della Calabria, e’ un appuntamento atteso da medici, ingegneri, chimici e fisiologi, tutti impegnati nella progettazione e realizzazione di organi e tessuti artificiali. Saranno presentati 164 poster scientifici e 116 presentazioni, nonche’ 76 letture di scienziati di tutto il mondo che cercheranno di identificare i limiti delle terapie oggi in uso e tracciare la strada per lo sviluppo di trattamenti di nuova generazione veramente in grado di migliorare la qualita’ di vita dei pazienti, aiutandoli a raggiungere una condizione di benessere nonostante il loro problema di salute o disabilita’ fisica. Oggi quando parliamo di organi e tessuti artificiali possiamo includere moltissime parti del corpo, dalle valvole cardiache alle protesi vascolari, per la sostituzione di vene e arterie, ad organi veri e propri come fegato, rene, pancreas e cuore. “La chirurgia sostitutiva e’ sempre piu’ avanzata e mira sempre di piu’ a ridare funzionalita’ al paziente”, afferma Lombardi. Vvanno in questo senso le protesi di arti ‘allacciate’ al cervello del paziente tramite interfaccia uomo-macchina in modo che il paziente sia in grado di comandarle col pensiero e usarle ‘come’ un arto naturale. “Ci aspettiamo – conclude Lombardi – che una persona possa godere di una migliore qualita’ della vita sostituendo parti e organi del proprio corpo persi per svariati motivi. Vi e’ la forte volonta’ della ricerca di andare avanti, di fare rapidi progressi, si tratta di una ricerca transazionale dal laboratorio al letto del paziente, con ricadute cliniche che sono gia’ attuali. In futuro questi organi e materiali bioartificiali potrebbero contribuire a snellire le liste d’attesa di trapianti da donatori o potrebbero aiutare pazienti oggi non idonei al trapianto d’organo”.