“Sottoterra vedremo bombe vulcaniche eruttate dai Campi Flegrei ben 14 800 anni fa e sacche di materiali piroclastici sciolti all’interno del tufo giallo napoletano ma anche cunicoli, oggetti ritrovati e saremo nell’unico posto sotterraneo al mondo dove si può navigare su di una zattera, sulla falda acquifera, in una galleria della metro abbandonata. Saremo nella pancia della Penisola, nelle viscere di Napoli dove abbiamo trovato reperti di inestimabile valore come elmetti della Seconda Guerra Mondiale, vasi in terracotta del 1700 o ancora mattonelle di Vietri del 1800, oppure giocattoli di bambini portati in quei luoghi durante i bombardamenti . Ma di recente abbiamo trovato e portato alla luce il rifugio più volte menzionato dal Presidente della Repubblica , Giorgio Napolitano e dove si recava lo stesso Napolitano”. Lo ha affermato il geologo Gianluca Minin che con Enzo De Luzio è il papà della Galleria Borbonica, scavata dai Borbone per collegare sottoterra Piazza del Plebiscito a Piazza Vittoria. “C’è già l’attenzione di tutte le compagnie da Crociera – ha proseguito Minin- le quali hanno inserito questo geosito nel pacchetto escursioni . Al suo interno abbiamo trovato una vera città geologica dove, sempre sottoterra, si possono ammirare ben tre ponti costruiti dai Borbone e delle cisterne che per grandezza e bellezza sono delle vere “cattedrali”. E’ tufo giallo quello che si trova lì sotto , eruttato dai Campi Flegrei migliaia di anni fa ed in alcuni punti sbucano, ben visibili, le bombe vulcaniche. Ma c’è un percorso, ovviamente sotterraneo che consente di navigare addirittura su di una zattera. Ed un altro ancora che consente di volare con una teleferica all’interno di un’enorme cisterna seicentesca. Abbiamo ben due accessi attivi di cui uno a raso che consente le visite anche ai portatori di handicap”. Ed è proprio lì, nel cuore di questo straordinario geosito che gli scienziati terranno la conferenza stampa a Napoli alla vigilia della partenza della Settimana del Pianeta Terra con la quale andremo alla riscoperta dei Campi Flegrei ma faremo un gran tour anche sul cono del Vesuvio ed ancora visiteremo la Valle Caudina, sempre in Campania. In Italia gli eventi saranno addirittura 152 , molti di più rispetto all’edizione del 2012 che fu la prima.
Appuntamento a Roma per la presentazione.
“A Roma, Lunedì 22 Settembre alle Ore 11 e 30 in conferenza stampa , presso la Stampa Estera – ha affermato Silvio Seno responsabile, con Rodolfo Coccioni, della Settimana del Pianeta Terra per la Federazione Italiana Scienze della Terra – illustreremo, alla presenza del Vice Presidente della Camera dei Deputati, On. Luigi Di Maio, tutta La Settimana del Pianeta Terra ed anche i dettagli riguardanti la conferenza stampa nel sottosuolo di Napoli”.
Dunque quello della città partenopea sarà un grande evento mediatico , in programma il 9 Ottobre.
“I geologi torneranno alle origini – ha proseguito Minin – ed avranno la possibilità di esprimere pensieri dall’interno della Terra. Saremo in un geosito sotterraneo che racchiude gli ultimi 400 anni di storia di Napoli. Attraverseremo gli ambienti legati ai tratti seicenteschi dell’acquedotto della Bolla, si ammireranno le opere civili realizzate durante il periodo borbonico dall’architetto Errico Alvino ”. Minin è chiaro: “il sottosuolo ha rappresentato e può rappresentare oggi più di prima una grande opportunità di sviluppo economico per Napoli e l’Italia”. Armati di elmetti , in uno scenario originale, gli scienziati terranno per la prima volta una conferenza stampa nel sottosuol . Due “miracoli” in un solo posto : “il primo fu compiuto secoli fa – ha proseguito Minin – da uomini che al buio riuscirono a dare vita ad una delle più grandi opere di ingegneria civile, creando sottoterra, ponti, cisterne e l’Acquedotto della Bolla, il secondo si è verificato nella Napoli di oggi grazie al sacrificio di volontari che armati di pale , elmetto e di tutto il necessario, sono riusciti a ridare alla città un grande patrimonio geologico, culturale, storico e sociale”. Ed ecco anche l’annuncio: “presto nascerà anche il Museo – ha concluso Minin – dove saranno insieme tutti gli oggetti e le opere rinvenute sottoterra, nel Tunnel Borbonico”.