
Incredibile lo sky line della collina di San Martino con Sant’Elmo e la Certosa vista dal ponte degli Sport sul 15esimo piano. In basso, quasi a tracciare un percorso a ritroso nel tempo, le rovine dell’antico porto romano che gli archeologi stanno predisponendo per quello che sara’ uno dei viaggi piu’ affascinanti nella storia antica della capitale del Sud fondata prima di Roma. Grazie a un accordo con le istituzioni locali, comune in testa, le migliaia di crocieristi (l’ammiraglia di Royal Caribbean ne ospita oltre 6mila) scesi questa mattina per visitare Napoli hanno trovato un’accoglienza particolare. Mobilitata la protezione civile, gli operatori del porto e l’Assessorato alla promozione della citta’ che per l’occasione ha stampato una piccola brochure con le indicazioni di tre percorsi facilmente raggiungibili. E se dopo la Royal Caribbean sono attraccate oggi altre due navi da crociera, la Norwegian Epic e la Horizon, e’ fuori dubbio che con il suo charme e la sua unicita’ Oasis of the Seas abbia catturato l’attenzione di qualunque napoletano si sia trovato a passare per piazza Municipio.
Una giornata importante per Napoli quella di oggi che ha accolto la nave piu’ grande del mondo. Con i suoi 362 metri di lunghezza e 16 ponti, una capienza di oltre seimila passeggeri e oltre duemila membri di equipaggio, la Oasis of the Seas e’ seconda solo alla sua gemella, la Allure of the Seas, che dal prossimo maggio tocchera’ Napoli come tappa di 4 delle otto crociere del Mediterraneo. Sul ruolo strategico della citta’ per la compagnia di crociera che vanta 45 anni di esperienza, si e’ soffermato il direttore generale di RCL Cruises Ltd Italia, Gianni Rotondo: ”Napoli e’ un porto strategico per Royal Caribbean. Nell’estate del 2013 ha gia’ ospitato la Liberty of the Seas”. Papa’ barese e mamma napoletana, Rotondo sottolinea, parlando con i giornalisti, che ”tutto il Sud-Italia ha un grande potenziale e ci auguriamo di poter aumentare la nostra presenza sul territorio anche grazie alle importanti sinergie con le autorita’ locali”.
Fondamentale, per la citta’, l’indotto creato dall’arrivo della nave e dagli sbarchi di migliaia di crocieristi. Un aspetto su cui istituzioni e operatori economici dovranno impegnarsi considerando che, come riferisce lo stesso direttore generale, ”uno studio fatto dall’Universita’ di Genova due anni fa ha registrato un volume di incassi pari a 3 milioni di euro nell’arco di sei settimane”. Certo, si tratta di cifre che comprendono non solo bar, alberghi, ristoranti e negozi, taxi e altre spese classiche di chi ha poche ore da spendere in una citta’, visto che nei calcoli sono stati conteggiati i soldi spesi anche per gli alberghi che hanno ospitato i crocieristi che partivano da Genova. Sta di fatto che, curato e pianificato, l’arrivo di crocieristi a Napoli potrebbe diventare un imput per la ripresa di tantissime piccole e medie imprese. Il tutto con un benefico effetto d’immagine per la citta’. Nel prossimo futuro Royal Caribbean puntera’ ancora di piu’ sull’innovazione. Prevista per l’anno prossimo l’inaugurazione di Quantum of the Seas ”che sancira’ l’esordio di una nuova classe di navi con una tecnologia all’avanguardia mai vista prima.”
