
La leggenda narra che, in un tempo remoto, il dio della montagna, Dago, si fosse perdutamente innamorato della dea Semo e le avesse regalato uno specchio, fatto di vento e nuvole. Il loro amore era però turbato dalla presenza di un demone. Semo, inavvertitamente, ruppe lo specchio, che si frantumò in 108 pezzi, i quali, cadendo sulla Terra, si trasformarono nei coloratissimi laghi della Valle di Jiuzhaigou, chiamati anche “Haizi” (“Figli del mare”) dalle genti del posto. Il parco di Jiuzhaigou, dichiarato riserva nazionale dello Stato cinese nel 1978, luogo panoramico protetto nel 1982, per poi essere inserito dall’Unesco nella lista del Patrimonio naturale mondiale nel 1992, è magico per le sue acque: il Lago lungo, lo Stagno variopinto, il Lago dei cinque fiori, il Lago del panda gigante, il Lago del pavone, la Spiaggia delle perle, ampia più di 300 metri, il Lago dello specchio, la Cascata di Nuorilang e gli altri bei punti turistici continuano ad attrarre numerosi turisti. Si tratta di un luogo non solo naturalmente bello ma anche importante; infatti Jiuzhaigou è un ecosistema ricco di tesori naturali che la popolazione locale, di etnia tibetana, rispetta, cura e protegge. La stagione migliore per visitarlo è l’autunno, magari ammirando prima le foreste variopinte e poi le acque, ancora più surreali in questo periodo grazie al riflesso della luce, all’abbondanza d’acqua e alle coloratissime foglie.
