Le isobare, molto fitte attorno il sistema di bassa pressione, hanno prodotto forti venti di tempesta che hanno spazzato, con raffiche fino a 130-140 km/h, tutto il settore centrale del mar Glaciale Artico e la banchisa del Polo, provocando anche delle nevicate, con un sensibile abbassamento delle temperature nell’area a nord dell’Artico canadese e dell’Alaska. La profonda depressione artica, scesa fino a 964 hpa, ha insistito sul settore centrale dell’Artico fino ai giorni successivi, per iniziare successivamente a dissiparsi, perdendo buona parte della sua potenza. Durante il passaggio della tempesta una vasta area ricoperta di ghiaccio, nel mare della Siberia orientale (concentrazioni in genere inferiore al 50 %), si era rapidamente sciolta nel giro di pochi giorni. Nei tre giorni consecutivi (fra 7, 8 e 9 Agosto) l’estensione del ghiaccio marino era scesa di quasi 200.000 chilometri quadrati (77220 miglia quadrate). Questo potrebbe essere stato originato dalla rottura meccanica del ghiaccio che ha comportato una maggiore fusione data l’azione combinata dei forti venti e delle grandi ondate prodotte dalla tempesta che impattavano con violenza sulla banchisa.
Nelle prossime ore il mar Glaciale Artico si prepara ad affrontare il passaggio di una profonda circolazione depressionaria, a carattere freddo, facente capo al “lobo siberiano”, che dalle coste della Siberia centro-orientale si muoverà in direzione del settore centrale del mar Glaciale Artico, a seguito dell’azione di “forcing” di un promontorio anticiclonico dinamico in fase di espansione sulla Siberia centro-orientale. Questa profonda depressione, legata al vortice polare, risentendo più ad est dell’afflusso di aria un po’ più tiepida che risalirà verso il mare di Beaufort, mentre più ad ovest prevale un nucleo di aria più gelida, con isoterme di -15°C alla quota di 850 hpa, andrà notevolmente ad approfondirsi, evolvendo in un ciclone extratropicale a carattere freddo piuttosto profondo, con un minimo barico che scivolerà sotto i 980 hpa al suolo. Nei bassi strati, al confine fra le due differenti avvezioni (quella fredda e quella calda), si genererà un sistema frontale capace di dare origine a precipitazioni sparse, prevalentemente di tipo nevoso su una larga fetta dell’Artico occidentale, fra l’Artico russo orientale e l’Arcipelago Artico canadese. Fra la giornata di domani e quella di martedì questo profondo ciclone extratropicale, in fase di riassetto, si posizionerà nell’area centrale del mar Glaciale Artico, nel tratto a nord dell’Arcipelago Artico canadese, presentando una struttura depressionaria piena di aria gelida nei medi e bassi strati. Spostandosi sul settore centrale del mar Glaciale Artico il profondo vortice depressionario, essendo caratterizzato da un intenso “gradiente barico orizzontale”, darà luogo a forti venti a rotazione ciclonica, accompagnati da nevicate diffuse e un forte calo termico fra le isole dell’Artico canadese e buona parte dell’Artico russo, dove le temperature scenderanno abbondantemente sotto la soglia degli +0°C a livello del mare.
