Camminare a 5 centimetri da terra. Ma anche a 10 o addirittura a 12, se in mezzo c’è un plateau. E’ l’identikit della scarpa ideale disegnato dagli esperti della Società italiana della caviglia e del piede, riuniti in questi giorni a congresso all’università degli Studi di Milano. Gli specialisti della Sicp sono indulgenti con le ‘fashion victim’ che non rinunciano alle grandi altezze. Non demonizzano neanche lo stiletto, la zeppa o il rasoterra: “L’importante è che la calzatura sia stabile e che non tenga il piede ‘in cassaforte'”, spiega all’Adnkronos Salute il presidente della società scientifica, Sandro Giannini. “Le 5 dita devono essere libere, non schiacciate una sull’altra. E il movimento del piede deve essere completo”. Problemi come alluce valgo o alluce rigido, dita a griffe oppure a martello, dipendono infatti più dalla predisposizione e dalla conformazione del piede che dalla scarpa, assicurano gli esperti. Tanto da non risparmiare “nemmeno le suore” fedeli al più classico dei mocassini, fa notare Umberto Alfieri Montrasio, coordinatore del Cts piede e caviglia dell’Irccs Istituto ortopedico Galeazzi di Milano, presidente del meeting milanese. E neppure chi deve rinunciare al ‘glamour’ per motivi di lavoro: “A volte anche certe scarpe antinfortunistiche causano disturbi”, evidenzia Gianini. “Certo è – precisa Montrasio – che se una donna dall’età di 18 anni ha indossato solo tacchi altissimi, tutti i giorni e per tutto il giorno, in caso di alluce valgo forse una concausa ‘ambientale’ c’è”. In conclusione, “una scarpa femminile ideale che si può indossare per tutta la giornata ha un tacco intorno ai 4-5 cm – riassume Gianini – Che poi diventino ‘virtualmente’ 10 o 12 perché si aggiunge il plateau non importa”: la distanza del piede da terra non cambia.
Salute: disegnato l’identikit per la scarpa ideale
