L’obesita’, oltre ad essere un pericolo per la salute, “causa gravi problemi anche a carico delle articolazioni: si stima infatti che due persone obese su tre finiscano per ammalarsi d’artrosi al ginocchio nel corso della vita”. A dirlo sono gli esperti del Centro Traumatologico Ortopedico (Cto) di Milano, che oggi hanno anticipato i dettagli uno speciale intervento chirurgico al ginocchio assistito via software, inventato da Noeberto Confalonieri e che sara’ presentato nei prossimi giorni al Congresso internazionale degli specialisti a Bruxelles. “Il rischio di artrosi – spiega Confalonieri del Cto, che e’ anche presidente dell’Associazione Internazionale di Chirurgia ortopedica Computer e Robot Assistita – e’ del 35% fra chi ha il peso nella norma, ed e’ ancora piu’ basso (30%) in chi non e’ mai stato sovrappeso dai 18 anni in poi”. Pero’, chi ingrassa dopo la maggiore eta’ “registra una probabilita’ di artrosi addirittura doppia, pari al 60%”. Il nuovo intervento anticipato oggi e’ una metodica mini-invasiva computer assistita, che permette di impiantare protesi “pensate per durare una vita, per evitare di arrivare da qui a vent’anni ad avere da un lato milioni di cittadini nel mondo che hanno bisogno di revisionare gli impianti, dall’altro troppo pochi chirurghi per eseguirli”. Una filosofia che, precisa Confalonieri, in Italia “fa scuola da sempre, anche se con pochi adepti”, e si contrappone alla moda degli ultimi anni che si concentrerebbe solo sulla riduzione dell’incisione per fare l’intervento. La nuova metodica del Cto si basa su protesi parziali, degli impianti cioe’ “segmentati” che permettono di rendere l’operazione ancora piu’ mini-invasiva. In passato queste protesi “erano criticate perche’ piu’ difficili da impiantare. Ma la nostra risposta – conclude Confalonieri – e’ sempre stata precisa: si sono sempre impiantate protesi totali in ginocchia che avrebbero richiesto una protesi parziale, tanto che le indicazioni per un intervento con protesi piccole riguardano almeno il 30% dei pazienti”.