
”Solo un uomo su quattro pero’ sa che la disfunzione erettile e’ una vera malattia – osserva Vincenzo Mirone, segretario generale della SIU – Paradossalmente, la percentuale di consapevoli scende ulteriormente fra chi ne soffre: meno di un paziente su cinque pensa che il suo disturbo richieda terapie, il 30% crede sia semplicemente una conseguenza dell’eta’. Qualcosa di analogo accade fra chi ha la prostata ingrossata, ritenuta pero’ una patologia da un numero maggiore di uomini (41%): anche in questo caso paradossalmente nei pazienti la consapevolezza scende e meno di uno su tre la ritiene ”degna” di cure. Tutto questo indica che si tratta di due problemi sottovalutati da chi ne e’ colpito e cio’ puo’ portare a non ricorrere a trattamenti che potrebbero migliorare molto la qualita’ di vita”. Purtroppo, infatti, queste patologie incidono moltissimo sulla quotidianita’ di chi ne soffre: per la maggioranza dei pazienti dormire diventa problematico perche’ si svegliano almeno un paio di volte per notte, quattro giorni su sette; lo stress inoltre si fa sentire e se negli uomini sani la colpa e’ soprattutto del lavoro (59%), quanto irrompe la disfunzione erettile o l’ipertrofia prostatica sono i problemi di salute a mettere sotto pressione, nel primo caso associati anche a difficolta’ di coppia e familiari.
”I pazienti con la prostata ingrossata indicano l’ipertrofia come una patologia dal forte impatto sulla qualita’ di vita, specificando che la considerano piu’ grave di diabete, ipertensione o gastrite: oltre il 60% e’ preoccupato per la propria malattia, uno su tre vive difficolta’ sul lavoro per colpa della malattia, uno su cinque esce perfino di meno con gli altri a causa dell’ipertrofia – fa notare Mirone -. Invece gli uomini con disfunzione erettile, pur ammettendo di essere pochissimo soddisfatti della propria qualita’ di vita e della relazione con la partner, sono di fatto piu’ rassegnati (23%) e in imbarazzo (25%), uno su tre e’ preoccupato o depresso, solo quattro su dieci trovano davvero il coraggio di parlarne: uno su tre e’ a disagio ad affrontare il discorso con la partner, contro uno su cinque quando il problema e’ l’ipertrofia prostatica. Tutto questo indica che si tratta di due patologie tuttora affrontate in maniera inadeguata dagli uomini, seppure per motivi e in modi diversi: l’ipertrofia e’ considerata una malattia e quindi affrontata piu’ ”a viso aperto”, ma incide moltissimo sulla qualita’ di vita e preoccupa moltissimo i pazienti; la disfunzione erettile, invece, e’ ancora una patologia da tacere spesso perfino con se stessi, senza ammettere che sia un problema. Prevale la rassegnazione e lo scoramento, percio’ e’ molto importante aumentare l’informazione dei pazienti: uno su tre ha tratto le proprie conoscenze dalla TV, dai giornali o da internet contro il 12% dei pazienti con ipertrofia prostatica che piu’ spesso chiedono al medico o al farmacista. In entrambi i casi, c’e’ un 10% di pazienti che non sa che oggi esistono terapie semplici e molto efficaci per la propria malattia: e’ percio’ davvero indispensabile che questi argomenti vengano discussi in modo da fugare paure e dubbi, cosi’ da restituire il benessere, sessuale e non solo, ai tanti pazienti che vivono male per colpa di una prostata ingrossata o una disfunzione erettile. L’importante e’ che il medico diventi il ”tutor” del paziente: e’ stato infatti dimostrato che gli uomini, se vengono seguiti e sostenuti dal proprio medico, sono soddisfatti delle cure, non le abbandonano e trovano finalmente una soluzione per i loro problemi tornando a una buona qualita’ di vita”