Le donne sono piu’ suscettibili ai fattori di rischio e ai sintomi delle malattie respiratorie ma gli uomini devono fare i conti con le forme piu’ gravi. E’ quanto emerge da uno studio i cui risultati verranno presentati nel corso del XV Congresso nazionale Simer-Fip (Societa’ italiana di medicina respiratoria) in programma a Genova dal primo al 3 ottobre. Secondo questa indagine, l’uomo, ‘resistendo’ meglio o forse anche sottovalutando i primi sintomi, si presenta dallo specialista in fase piu’ tardiva, quando l’ostruzione delle vie aeree e’ di grado piu’ severo. A difendere le donne, secondo lo studio, ci sono poi “campanelli di allarme” fisiologici, che suonano prima e con piu’ forza rispetto a quanto avviene nell’altro sesso, grazie a una piu’ precoce e intensa percezione dei sintomi, oltre a una maggiore cura di se’. “Lo studio dimostra come nel genere femminile vi sia una maggior prevalenza di patologie meno gravi come rinosinusite, asma bronchiale e tosse cronica” spiega la prof.ssa Caterina Bucca, Dipartimento di Scienze Mediche dell’Ospedale S. Giovanni Battista di Torino. “Le pazienti hanno inoltre un rischio maggiore, rispetto ai malati dell’altro sesso, di subire un ricovero, non solo per la gia’ piu’ bassa soglia dei sintomi, ma anche per una tendenza superiore nel ricercare le cure mediche. Questo fatto, apparentemente negativo, pero’ permette una presa in carico dei servizi sanitari piu’ precoce, e di conseguenza una migliore gestione della malattia rispetto agli uomini”, conclude il prof. Carlo Mereu, presidente Simer e del Congresso di Genova.
Salute: negli uomini forme più gravi di malattie respiratorie
