
Il progetto artistico di Shared Sky nasce da un’idea dell’organizzazione SKA di riunire, per la prima volta in assoluto, gli artisti australiani e sudafricani in una mostra collaborativa che celebra l’antica saggezza del cielo notturno vista con gli occhi dell’uomo. Questa visione incarna lo spirito della scienza e dell’ingegneria in un’ottica di collaborazione internazionale, proprio come il progetto SKA in sé (quello che fra qualche anno sarà il più grande network di radiotelescopi del mondo). Il progetto è decisamente molto ambizioso e unisce più di 20 nazioni a lavorare insieme in due siti remoti in Western Australia e in Sudafrica per studiare lo stesso cielo e rivoluzionare la nostra comprensione dell’Universo.
Shared Sky offre un’opportunità senza precedenti a questi antichi popoli di incontrarsi per riflettere sulle innumerevoli generazioni che per secoli hanno custodito un’arte unica. Attraverso la mostra, le loro visioni dell’Universo e i miti sulla creazione si riuniranno per celebrare il nostro patrimonio comune, ora osservato dagli astronomi: un cielo condiviso da tutti.
L’evento è sponsorizzato dall’Organizzazione di SKA (Manchester – Uk), SKA South Africa (Johannesburg, Sudafrica), SKA Australia (Canberra, Australia) in collaborazione con l’Istituto di Radioastronomia della Curtin University e della John Curtin Gallery. Il progetto è stato portato avanti dal Yamaji Art Centre (Geraldton, Western Australia) e dal First People Centre presso il Bethesda Arts Centre (Nieu Bethesda, Eastern Cape, Sudafrica).
I giornalisti potranno anche accreditarsi alla conferenza stampa che seguirà il lancio della mostra a questo indirizzo email: ska-outreach@skatelescope.org
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Questa la pagina WEB: https://www.skatelescope.org/shared-sky/
Per saperne di più su SKA: SKA soddisferà la nostra sete di conoscenza, rivelando alcuni dei più profondi segreti dell’Universo e risponderà a domande fondamentali per il genere umano. Non solo. È una sfida a livello scientifico e ingegneristico, unendo in unico grande e ambizioso progetto alcune tra le più brillanti menti del pianeta.
Una volta completato, SKA conterà migliaia di grandi antenne e milioni di ricevitori radio, distribuiti tra le regioni desertiche dell’Africa e dell’Australia, per simulare una superficie ricevente di un chilometro quadrato, che ne farà il più potente radiotelescopio mai concepito e una straordinaria arma per studiare l’evoluzione dell’Universo, la gravità e la materia oscura e gli enigmatici e vasti campi magnetici.
L’Italia, tramite l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) ha raccolto la sfida sin dall’inizio ed è oggi uno dei principali paesi coinvolti nel progetto, accanto ad altre 10 nazioni (Australia, Canada, Cina, Germania, India, Olanda, Nuova Zelanda, Sud Africa, Svezia e Regno Unito).
