
“Mai prima d’ora siamo riusciti a vedere una cometa così nel dettaglio – ha affermato Holger Sierks, Principal Investigator di OSIRIS per il Max Planck Institute for Solar Science in Germania – a questo punto nessuno può comprendere come si è arrivati a questo tipo di variazioni morfologiche”. 67P mostra una superficie molto irregolare probabilmente dovuta all’attività cometaria: avvallamenti,depressioni, crateri e solchi si susseguono ad aree più levigate. I cambiamenti nella morfologia devono essere osservati con cadenza regolare: il prossimo mese quando Rosetta e 67P saranno più vicine al Sole, sarà possibile osservare eventuali ulteriori trasformazioni della superficie. I contributi scientifici fin qui ottenuti saranno utili anche per la prossima riunione tecnica della missione che si terrà a Tolosa il 13 e 14 settembre. Il 15 settembre l’Agenzia Spaziale Europea annuncerà ufficialmente i 2 siti – uno principale e l’altro di riserva – prescelti per l’atterraggio sulla superficie della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko del lander di Rosetta Philae sviluppato da un consorzio internazionale a guida di DLR, MPS, CNES e ASI.