La probabilità che un uomo venga ucciso da uno squalo è nove volte più alta rispetto alle donne. E’ quanto sostiene un nuovo studio mondiale coordinato dai ricercatori australiani della Bond University del Queensland. Gli uomini sono stati presi di mira nell’84% dei casi di tutti gli attacchi non provocati e costituiscono l’89% di tutte le vittime del morso di squalo. Ciò significa che le donne hanno statisticamente più probabilità di sopravvivenza. “I dati erano così sorprendenti che valeva la pena ricontrollarli“, sostiene Daryl McPhee, autore dello studio. Potenzialmente gli uomini spendono più tempo in acqua e sono più inclini al rischio. Lo studio, che sarà pubblicato sulla rivista internazionale Coastal Mangement, ha rilevato che l’Australia detiene il maggior numero di morsi mortali negli ultimi tre decenni. Tra il 1982 e il 2011, ad esempio, sono stati ben 32 gli attacchi mortali; a seguire il Sud Africa con 28 e gli Stati Uniti con 25. Tra i sei paesi in cui gli attacchi degli squali sono più diffusi, l’Australia ha effettivamente registrato la percentuale più bassa di attacchi, pur avendo il maggior numero di decessi totali. Come dire che gli attacchi da quelle parti sono più “concreti”. In confronto, gli Stati Uniti registrano di gran lunga un numero ben più elevato di morsi, ma anche la più bassa percentuale di incidenti mortali, valutabile al 3,6%. Secondo McPhee ciò potrebbe essere attribuito a diversi fattori. 