
Il veleno dei rospi dalla canna da zucchero, specie invasiva fra le piu’ dannose al mondo, uccide le cellule del cancro alla prostata risparmiando quelle sane. Lo specialista di medicina tradizionale cinese Jing Jing, del Centro di eccellenza in farmacia dell’Universita’ del Queensland, ha scoperto che il veleno del rospo della canna (Bufo marinus) e’ simile a quello del rospo asiatico, usato da millenni nella medicina cinese. I farmaci che lo contengono sono chiamati ‘chan su’ e sono usati per trattare attacchi cardiaci, mal di gola, malattie della pelle e altri malanni. “Abbiamo individuato un agente selettivamente tossico, che puo’ uccidere i tumori ma risparmiare le cellule sane”, scrive Jing Jing sul sito dell’Universita’. Anche se il veleno e’ usato da molto tempo in Asia, puo’ essere pericoloso in forma grezza, e l’equipe di ricerca cerca ora di rendere il composto piu’ solubile. “Una volta stabilito il livello di tossicita’ dopo aver aumentato la solubilita’, la prossima fase sara’ di sviluppare un sistema di somministrazione diretta al tessuto canceroso”, aggiunge. In Cina il rospo asiatico e’ minacciato dall’eccessiva domanda e dall’inquinamento, e diventa difficile da procurarsi, osserva lo studioso. La scoperta promette quindi di aprire un ricco mercato di esportazione per gli odiati rospi, introdotti in Australia dal Sudamerica nel 1935 nel fallimentare tentativo di controllare dei parassiti della canna da zucchero e da allora moltiplicatisi a dismisura, uccidendo milioni di animali nativi, dai serpenti ai piccoli coccodrilli, che li mangiano avvelenandosi. I rospi d’Australia saranno inoltre piu’ desiderabili sul mercato cinese perche’ liberi da sostanze inquinanti, grazie all’habitat naturale in cui vivono.