La lava che sta fuoriuscendo a causa dell’eruzione dell’Holuhraun sta avanzando verso il fiume glaciale Jokulsa a Fjollum consiste in circa 100-200 m³/s, e l’area attualmente ricoperta di lava è di circa 16 km² (dati ufficiali dell’Icelandic Civil Protection’s Scientific Advisory Board). Gli scienziati che stanno monitorando l’eruzione stimano che la lava stia avanzando alla velocità di circa 1 km al giorno. L’attività vulcanica della fessura principale è rimasta stabile, mentre la seconda fessura, apertasi venerdì sta lentamente diminuendo.
Il flusso di lava ha ormai percorso 11 km verso nordest rispetto alla fonte, ed è stato proprio nelle prime ore di sabato che ha iniziato a riversarsi nel fiume glaciale Jokulsa a Fjollum: non è stata rilevata attività esplosiva dove acqua e lava si incontrano, ma è stato rilevato del vapore che si innalza dal letto del fiume.
“La lava sta lentamente spingendo il letto del fiume verso est,” dichiara il vulcanologo Thorvaldur Thordarsson, che monitora l’eruzione. “L’area dove si trova ora la lava è una delle più vaste, sicché possiamo aspettarci in futuro che il fiume scorra verso est. Alla fine la lava probabilmente chiuderà questo affluente, ma dobbiamo attendere e vedere cosa succede.”
L’attività sismica si mantiene costante. Ieri dalla mezzanotte si sono verificate circa 150 scosse e le più forti sono state localizzate nell’area della caldera del Bardarbunga.
Nuovi Nomi per Nuovi Crateri
Gli scienziati hanno pensato di indicare i tre crateri non più con numeri ma con nomi islandesi: Norðri (quello più a nord), Baugur (arco/anello) e Suðri (il terzo a sud). “Si tratta di nomi abbastanza informali,” dichiara Thordarsson. “Abbiamo deciso di coniare questi nomi solo per essere in grado di distinguere tra i differenti crateri, quando parliamo di questi e della loro attività vulcanica.”
