
Il documento conclusivo sottolinea che “buoni regolamenti e minore burocrazia, supporto del governo, cooperazione internazionale, sani investimento e innovazione garantiscono il successo”. In particolare, viene indicata la necessità di potenziare proprio la cooperazione internazionale, “sia per le semplificazioni normative, che per quanto riguarda il supporto economico – si legge nel documento – perché l’Europa e l’Italia non siano sopraffatte da Paesi in via di sviluppo più aggressivi”. Si rivela importante, inoltre, una più stretta collaborazione tra le piccole e medie imprese, “che dovrebbero operare in Italia in un sistema strutturato e non in iniziative indipendenti, che spesso non possono sopravvivere”. Inoltre, le industrie dovrebbero impegnarsi a “finanziare i master universitari e a sfruttare i laureati, anche dei corsi triennali”.
Nel settore dell’aviazione generale, si rivela necessario richiedere all’European Aviation Safety Agency (EASA) la semplificazione di normativa e procedure, “comprese le norme che facilitino la creazione o l’utilizzo di aeroporti regionali, necessari per lo sviluppo della flotta di aeromobili sia a livello europeo che italiano”. Per quanto riguarda le prospettive del volo sub-orbitale e del turismo spaziale, si suggerisce che l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) si faccia promotrice della standardizzazione del volo commerciale extra-atmosferico tramite l’International Civil Aviation Organisation (ICAO). Infine, i droni civili: dal convegno è emerso che questo è il settore che certamente offre opportunità immediate e che “richiede ai regolatori nazionali e internazionali di accelerare l’applicazione di regole e norme, che vanno necessariamente applicate, ma che devono essere proporzionate nel contemperare la sicurezza con l’enorme potenzialità del settore”.
