
Sull’alluvione di Genova del 2011 “ho la coscienza a posto”, “si e’ fatto in modo che l’opinione pubblica ritenesse che la responsabilita’ dovesse essere una sola: del sindaco. Spero che ora non accada con Doria”. Lo dice alla Stampa l’ex sindaco del capoluogo ligure Marta Vincenzi, accusata di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso e calunnia nell’inchiesta sull’alluvione del novembre 2011. “Mi farebbe piacere che certi giudizi sommari, gli stessi che ho sentito anche in campagna elettorale per le primarie da sindaco, fossero rivisti. Hanno parlato di mancata attenzione, disorganizzazione e inadeguatezza. Mi piacerebbe che qualcuno ammettesse di essere stato troppo precipitoso”. In questi giorni, continua Vincenzi, “siamo di fronte a un de’ja’-vu esasperante. Quando vedi certe immagini in tv, quando vai in giro” “in una citta’ di nuovo coperta di fango, ti viene un senso di impotenza. Poi pero’ bisogna riflettere. Bisogna fare le opere, certo. Bisogna che non si sbagli o si sprechi come in passato”. “Ma occorre anche comprendere – dice l’ex primo cittadino – che e’ necessario imparare a convivere con il rischio. Manca un approccio funzionale, la capacita’ di valutare le azioni del sistema”. E spiega come vive questa giornate: “un dolore che riemerge. Una vicenda vissuta due volte”. “Sapevo che le condizioni date avrebbero prodotto gli stessi risultati, ma non cosi’ disastrosi, non cosi’ presto”.