Gli attuali modelli fisico matematici non sono ancora in grado di prevedere in maniera cosi’ specifica eventi straordinari come quello avvenuto nei scorsi giorni a Genova. Lo ha dichiarato Andrea Giuliacci del centro Epson meteo replicando a Franco Gabrielli, Capo della Protezione Civile, che questa mattina ha parlato di errori nelle previsioni. “L’Arpa Liguria e’ riconosciuta come uno dei centri di eccellenza italiani ed e’ dotata di strumenti all’avanguardia, forti precipitazioni erano state previste ma se si e’ deciso di non lanciare l’allerta e’ perche’ i modelli matematici non destavano preoccupazione” ha spiegato Giuliacci.
“D’altronde – ha sottolineato – nessuno si aspettava che potessero cadere 300 millimetri d’acqua in una zona cosi’ circoscritta, anche noi del centro Epson meteo avevamo previsto forti precipitazioni ma non eravamo arrivati a tanto”. Secondo il meteorologo, con gli attuali modelli matematici e’ difficile, se non quasi impossibile, riuscire a calcolare “la linea di convergenza delle perturbazioni e in particolare dove andranno a concentrarsi con una risoluzione inferiore ai dieci chilometri”. “Risoluzione che, in una situazione come quella di Genova – ha continuato Gabrielli – e’ decisiva perche’ c’e’ una grande differenza se quella quantita’ di acqua cade in citta’, con tutte le criticita’ idrogeologiche del caso del capoluogo ligure, o in mare”. “Eventi del genere – ha concluso il metereologo – sono sempre meno rari, la frequenza con cui si stanno verificando e’ una novita’ ascrivibile anche ai cambiamenti climatici. Nel caso specifico hanno inciso le temperature alte, rispetto alla stagione, del Mediterraneo che hanno provocato la formazione di correnti calde e umide che si sono scontrate con correnti fredde provenienti da nord”.