
C’e’ tanta rabbia ma anche la voglia di rialzarsi nell’animo dei genovesi dopo l’alluvione che giovedi’ notte ha colpito la citta’, mettendola in ginocchio. L’esondazione di cinque tra rii e torrenti ha lasciato dietro di se’ una scia di morte e devastazione nelle zone allagate. Ad alimentare la rabbia c’e’ sia la mancata emanazione di un’allerta da parte della Protezione Civile, nonostante temporali intensi e persistenti fossero in atto gia’ da giovedi’ mattina, sia la sensazione di essere lasciati soli, abbandonati dalle istituzioni i cui rappresentanti non si sono ancora fatti vedere nei quartieri piu’ colpiti. L’unico a recarsi tra la gente e’ stato, oggi, il cardinale Bagnasco che ha portato parole di conforto agli alluvionati, lanciando un monito alla politica affinche’ gli aiuti siano “immediati e adeguati”. Al porporato si sono rivolti i commercianti e i residenti delle zone colpite: “e’ la terza volta che siamo colpiti dall’alluvione – hanno gridato – non ce la facciamo piu’. Dovete dare i soldi a chi ha perso tutto” perche’ “siamo a zero, abbiamo perso tutto”. L’alluvione di pochi giorni fa sembra, se possibile in peggio, la brutta copia di quella che travolse la citta’ il 4 novembre del 2011: la sensazione di molti e’ che nulla sia stato fatto da allora per evitare il ripetersi di quella tragedia. Oggi molti di coloro che, in questi tre anni, hanno faticosamente cercato di rialzarsi, facendo sacrifici per tenere aperte le proprie attivita’, si sentono soli e senza speranza: “avevamo appena finito di pagare per i danni del 2011 – dice il titolare di una officina nel quartiere di Marassi – e adesso dobbiamo ricominciare tutto da capo”. La proprietaria di un negozio alluvionato denuncia: “nessuno ci ha avvisato. Quella sera il sindaco era a teatro: invece di pensare agli affari loro, dovrebbero pensare alla citta’ e ai genovesi. Devono pensare a mettere in sicurezza il Bisagno. Non e’ accettabile che ogni volta che piove un po’ piu’ del normale qui finisce sempre nello stesso modo”. La rabbia e l’indignazione si sono scatenate anche sui social network con la nascita di gruppi che, raccogliendo migliaia di iscritti, chiedono le dimissioni delle giunte comunale e regionale e annunciando anche una protesta davanti al Comune e alla Regione Liguria al grido di #orabasta. La manifestazione dovrebbe svolgersi il 18 ottobre ma potrebbe essere anticipata a martedi’ prossimo, giorno in cui si riuniscono i consigli regionale e comunale.