
Il 2 aprile 2011 nella Provincia di Parma gli enti locali con l’assessore alla protezione civile della Regione e i tecnici Aipo firmarono un accordo per realizzare la cassa di espansione del torrente Baganza, che lunedi’ e’ esondato allagando Parma. A disposizione, era scritto nel protocollo, 16 milioni di euro che dovevano arrivare dal Ministero dell’Ambiente, Regione, Aipo e in parte anche dai comuni interessati, con lavori che dovevano partire nel 2012. Di quell’opera pero’ non e’ stato realizzato nulla. La notizia, riportata da alcuni quotidiani, riaccendera’ le polemiche sul tema degli interventi contro il dissesto idrogeologico. I tagli decisi dal governo Berlusconi prima e da quello presieduto da Monti poi hanno bloccato l’opera che avrebbe probabilmente preservato la citta’ dal disastro. Sull’attuale governo invece ha parlato l’ex assessore provinciale alla protezione civile Andrea Fellini. “Nei mesi scorsi avevo inviato piu’ volte delle lettere al ministero dell’ambiente per fare presente la situazione di grande criticita’ del territorio parmense – ha spiegato Fellini – Tra frane e dissesto idrogeologico sono centinaia le criticita’ nella nostra provincia a cui il ministro deve almeno dare una risposta”.