I flare/brillamenti consistono in violente eruzioni di materia da una stella che sprigionano un’energia equivalente a varie decine di milioni di bombe atomiche: la radiazione emessa da questi fenomeni dal nostro Sole può rappresentare un pericolo per i veicoli spaziali in orbita, e può interferire (in modo più o meno significativo) con le comunicazioni radio sulla Terra.
La NASA ha scoperto qualcosa di davvero sorprendente: la più pericolosa, violenta, incandescente, e lunga sequenza di flare mai rilevata da una vicina nana rossa. L’esplosione iniziale della serie è stata quantificata come 10.000 volte più potente del più forte flare solare mai registrato.

Intorno alle regioni attive dell’atmosfera della stella, i campi magnetici diventano distorti, accumulando energia. Alla fine, avvieneun processo chiamato “riconnessione magnetica“, per cui i campi si destabilizzano con un rilascio esplosivo dell’energia accumulata, producendo i flare. L’esplosione emette radiazioni che vanno dalle onde radio al visibile, dall’ultravioletto ai raggi X. E’ stato alle 09:07 UTC del 23 aprile scorso che un’ondata di raggi X proveniente da DG CVn ha innescato il Burst Alert Telescope (BAT) a bordo di Swift. “Per circa tre minuti la luminosità dei raggi X del superflare era superiore alla luminosità di entrambe le stelle in tutte le lunghezze d’onda in condizioni normali,” dichiara Adam Kowalski del Goddard Space Flight Center NASA. “I flares da nane rosse grandi come queste sono estremamente rari.“
I brillamenti solari sono classificati in base alla loro emissioni di raggi X: i più potenti sono detti di classe X. “Il più intenso mai visto si è verificato a novembre 2003 ed è stato classificato come X 45“, spiega Drake. “Il flare su DG CVn, se visto da un pianeta alla stessa distanza della Terra rispetto al Sole, sarebbe stato circa 10.000 volte più grande di questo, con una classificazione di circa X 100.000.”
