
Che la Repubblica tedesca si sia da tempo orientata alle energie alternative è un fatto inoppugnabile. Il piano energetico nazionale, chiamato “Energiewende” (svolta energetica), ha permesso in circa dieci anni di arrivare a coprire gran parte della domanda di elettricità mediante fonti rinnovabili come l’energia solare e quella eolica. Se si riuscisse a imprimere una svolta anche nel trasporto, la Germania potrebbe diventare un esempio di sostenibilità ambientale da emulare in tutta Europa.
Questo cambio di mentalità ha peraltro già portato allo sviluppo di servizi internet per i privati – importati anche in Italia – per valutare e vendere auto rapidamente e in sicurezza, in modo da tagliare le spese relative alla macchina e approfittare piuttosto del bike sharing o del car sharing, nel cui parco veicoli le elettriche la fanno da padrone.
Il potenziamento dell’elettromobilità è dunque una delle priorità di Berlino, ma l’obiettivo di un milione tondo di auto elettriche non verrà raggiunto mediante lo stanziamento di ingenti finanziamenti, come invece si è deciso di fare in Italia. La strategia approvata a fine dello scorso settembre dal governo federale prevede infatti una serie di incentivi rivolti all’uso, vale a dire ad esempio la possibilità di utilizzare le corsie riservate ai mezzi pubblici o di avere parcheggi esclusivi vicino ai punti di ricarica.
Quanto all’uso delle corsie per il trasporto pubblico, l’esperienza della Norvegia avrebbe già dovuto far capire ai tedeschi che l’idea, buona sulla carta, forse non è così praticabile nella quotidianità cittadina. Spetterà poi alle singole regioni decidere se applicare o meno tale norma.