Piu’ biciclette e piu’ mezzi elettrici, ma anche elettrodomestici efficienti e ‘risparmiosi’, nonche’ caldaie a basso consumo e a minori emissioni. Questi, insieme a tanti altri piccoli accorgimenti, faranno toccare con mano ai cittadini gli effetti dell’accordo sul nuovo pacchetto Ue ‘clima-energia 2030′ (riduzione delle emissioni di CO2, quota di rinnovabili, piu’ efficienza energetica), che ancora pero’ deve assumere una sua veste legislativa. Servira’, spiega Antonello Pasini dell’Istituto sull’inquinamento del Cnr, “una politica non dico di uscita dal petrolio ma insomma qualcosa del genere; puntare sulle rinnovabili e sul risparmio energetico”.

Ma, quanto ai cittadini, e’ “chiaro che non tutti possono farlo, penso a chi abita nei condomini in citta’. Pero’ per esempio puo’ farlo sicuramente chi ha una casa in campagna”. Le soluzioni sono tante, dal solare termico al fotovoltaico, dal mini-eolico al mini-idroelettrico. Cosi’ come potrebbe essere una buona idea puntare sul “riscaldamento con caldaie sempre piu’ avanzate”. La mobilita’ potrebbe dare un forte contributo: Pasini ricorda allora la possibilita’ di prendere auto ibride e elettriche, oppure scegliere la bicicletta nei propri spostamenti. Quanto all’efficienza e al resto si dovrebbe pensare “a un grosso piano per le scuole. Il buon esempio dovrebbe venire dal pubblico, che dovrebbe compiere il primo passo”. Per Sandro Fuzzi, del Cnr Scienze dell’atmosfera, e’ ancora “un po’ prematuro dire quali saranno le misure. L’applicazione dipende da cio’ che decideranno il ministero dell’Ambiente e i singoli governi. L’unica certezza e’ che non ci si rivolgera’ soltanto ai grandi emettitori” ma saranno coinvolti anche altri settori come “l’agricoltura, la mobilita’, il miglioramento dell’efficienza energetica. E’ un passo molto importante e allo stesso tempo insopprimibile”.