
La pianta, che cresceva abbondantemente nei giardini dei monasteri, ha fiori molto piccoli, bianchi o rosa, disposti ad ombrello, ed ogni frutto contiene un singolo seme, molto simile a quello dei finocchi e dell’anice, anche se più piccolo, di forma allungata e di colore più scuro. Esiste anche il cumino bianco, dal sapore più delicato, mentre con la definizione di cumino nero si indicano altre due piante: il Bunium persicum e la Nigella sativa. Gusto amaro, forte odore dolciastro, il cumino, che vanta 375 calorie ogni 100 gr. di prodotto, ha proprietà digestive (efficace la tisana preparata con semi di cumino e finocchio, bevuta dopo pranzo) mentre i semi, masticati, combattono l’alitosi, aumentando l’appetito. In fitoterapia, funge da immunostimolante e modulante, con potere regolatore del sistema immunologico. E’ il carvone, in particolare, a fungere da stimolante dell’attività gastrica e da antinfiammatorio intestinale, rendendo il cumino un valido alleato nei casi di gastriti, dispepsie, colon irritabile e coliti, mancanza di appetito e alterazioni della flora batterica intestinale. Il cumino nero, poi, stimola la produzione di interferone, contrasta le cellule tumorali e aumenta il numero delle cellule D, produttrici di anticorpi.
Sia macinato che in semi, aromatizza molti piatti. Ad esempio, nella cucina nord-europea, i suoi semi vengono utilizzati nelle panature, nelle zuppe di legumi, nei ripieni di carne come polpette e nei prodotti da forno. Inoltre, esso è diffuso anche nella preparazione di liquori: dalla sua distillazione si ottiene il noto liquore tedesco kummel. Nella cucina est-europea, invece, lo ritroviamo prevalentemente nella ricetta del gulasch. E’ diffusissimo anche nella cucina etnica : in India, per esempio , è impiegato nella preparazione di miscele di spezie ed è uno dei componenti principali della miscela del curry. Il cumino è presente, inoltre, in molti piatti mediorientali e dell’Africa settentrionale come riso, tajine di agnello, spiedini di carne, polpette e zuppe. In Messico si usa nel chili di carne ed è un ingrediente fondamentale del guacamole, mentre in Spagna nel ragù, mescolato allo zafferano.