
Il produttore del farmaco sperimentale ZMapp contro l’Ebola, non ancora sperimentato sull’uomo ma somministrato a scopo compassionevole a vari pazienti infettati dal virus in Africa e sopravvissuti, sta cercando di accelerare la produzione delle piante di tabacco utilizzate per realizzare il siero, per aumentare le scorte che per ora sono esaurite. Inoltre – riporta il ‘Washington Post’ – la società californiana Mapp Biopharmaceutical, che produce il farmaco, sta studiano altri modi per arrivare a sintetizzarlo. L’impianto di 32 metri quadrati in Kentucky, dove gli anticorpi monoclonali vengono creati da piante di tabacco appositamente coltivate, da agosto ha messo tutte le altre attività in attesa e si sta dedicando anima e corpo al farmaco anti Ebola. Inoltre, nel lungo periodo, Mapp Biopharmaceutical sta cercando di studiare un modo per utilizzare le cellule ovariche di una specie di criceto cinese: un metodo più tradizionale di produzione degli anticorpi che consentirebbe una maggiore produzione. Un contributo su questo fronte è arrivato dalla Fondazione Bill e Melinda Gates. Thomas Geisbert, professore dell’l’Università del Texas, che ha studiato l’Ebola per decenni, lancia l’allarme sui tempi d’arrivo di nuove armi contro il virus: “Se i produttori di farmaci non sono in grado di accelerare i tempi della produzione sarà difficile fermare l’epidemia in Africa occidentale. Anche i vaccini – aggiunge – che sono in fase di sviluppo, non saranno disponibili infatti fino al 2015”. Sono sette finora le persone infettate dall’Ebola e trattate con ZMapp: fra queste si ricordano il medico Kent Brantly e missionaria Nancy Writebol, gli operatori americani colpiti dal virus in Liberia e sopravissuti dopo il trattamento negli Stati Uniti. Mentre Thomas Eric Duncan, il paziente zero in Usa deceduto mercoledì a Dallas, non ha avuto ZMapp perché non disponibile, ma ha assunto il brincidofovir: un farmaco antivirale sperimentale prodotto dalla Chimerix. Ad altri pazienti è stato somministrato il farmaco Tkm-Ebola, realizzato dall’azienda farmaceutica canadese Tekmira. La Food and Drug Administration (Fda) ha concesso l’autorizzazione a usare questi tre produttori come anti-Ebola, anche se ancora non sono approvati sugli esseri umani. Dal canto loro le aziende sperano di poter rendere disponibili il più velocemente possibile i loro prodotti, ma le piccole dimensioni di queste realtà della ricerca impediscono al momento una produzione su larga scala. Per aiutare queste società emergenti, che si erano ritagliate una fetta di mercato fino a poco tempo fa non molto appetibile per i colossi di ‘Big Phamra’, è intervenuta l’Autorità americana per la ricerca e lo sviluppo biomedico: sta finanziando con 24,9 mln di dollari sia Tekmira che Mapp Biopharmaceutical.