L’epidemia africana di Ebola rischia di esplodere gia’ nelle prossime settimane senza una tempestiva confluenza di aiuti. L’allarme arriva su The Lancet Infectious Diseases in base ad un’analisi della situazione attuale: gli attuali sforzi internazionali potrebbero non riuscire a contenere l’epidemia nella contea di Montserrado in Liberia, zona gia’ duramente colpita dal virus, col risultato di 170.996 nuovi casi attesi entro meta’ dicembre. L’analisi e’ stata fatta da scienziati della Yale’s Schools of Public Health and Medicine e del Ministero della Salute e del Welfare in Liberia a partire da un modello matematico di trasmissione della malattia. Le previsioni sono che se non verranno intensificati gli sforzi sui controlli, e quindi se la corsa dell’epidemia continuera’ al passo attuale, entro il 15 dicembre ci saranno fino a 170.996 casi totali (sia quelli riportati dalle autorita’, sia quelli che sfuggiranno alle segnalazioni) pari al 12% della popolazione totale; i decessi attesi entro quella data saranno invece 90.122. Se adeguate misure di intervento fossero state adottate gia’ a partire dal 15 ottobre scorso ben 137.432 casi di Ebola nella regione si sarebbero potuti evitare. Non tutto e’ perso pero’: ben 97,940 dei 170.996 casi prospettati potrebbero ancora essere evitati ma bisogna agire subito con un aumento dei posti letto dedicati, un aumento di 5 volte della velocita’ di segnalazione dei casi, la fornitura di kit anti-contagio per evitare passaggi di infezione tra familiari laddove vi sia un paziente in attesa di ricovero. Il messaggio finale di questa analisi, tuttavia, e’ tutt’altro che rassicurante: ”si stanno rapidamente erodendo le possibilita’ di evitare ripercussioni calamitose dovute agli iniziali ritardi negli interventi”, alle risposte tardive e insufficienti messe in campo finora, spiega il coordinatore del lavoro Alison Galvani.
