In prima linea per lo sviluppo di vaccini e trattamenti contro il virus Ebola adottando misure straordinarie per facilitare la ricerca clinica di potenziali trattamenti. E’ l’impegno di Medici senza frontiere, ribadito dal direttore medico Bertrand Draguez, attualmente impegnato sull’epidemia di Ebola in Africa occidentale. “Stiamo facendo lobby sulle aziende farmaceutiche – spiega – perché questi prodotti siano realizzati su vasta scala prima possibile, perché è importante sviluppare al più presto vaccini e trattamenti per l’Ebola“. Msf ha deciso di avere un ruolo attivo nel testare i trattamenti sperimentali. “La vaccinazione degli operatori sanitari maggiormente esposti al rischio di contrarre la malattia e le campagne di vaccinazione di massa nei paesi colpiti o a rischio potrebbero fare un’enorme differenza nel contenere l’epidemia”, avverte infatti il direttore medico.
“Possiamo dare un valore aggiunto al processo di sperimentazione e ricerca – precisa Draguez – perché abbiamo accesso a un ampio numero di pazienti e quindi ai potenziali beneficiari dei trattamenti sperimentali. Msf lavorerà in collaborazione con organizzazioni, università, istituti di ricerca, aziende, ministeri della salute dei Paesi colpiti e l’Oms per realizzare test clinici accelerati di alcune nuove terapie nei centriEbola esistenti”. I trattamenti sperimentali sono in fase di selezione e lo studio è stato pensato in modo da garantire un impatto minimo sulle cure per i pazienti, nel rispetto degli standard etici e scientifici.
“Msf – sottolinea – al momento non è coinvolta in studi clinici perché questa ricerca sarebbe condotta su persone sane, al di fuori dei centri di trattamento. Tuttavia supportiamo pienamente gli sforzi per accelerare lo sviluppo dei vaccini e dei trattamenti per l’Ebola, così come il loro uso compassionevole in circostanze eccezionali”.

Secondo Msf, la produzione dovrebbe iniziare prima dei risultati finali sull’efficacia, in modo che le persone a rischio possano ricevere e beneficiare dei vaccini non appena la loro efficacia e sicurezza sia provata. “Ciò che serve più urgentemente in questa epidemia – conclude Draguez – sono più letti per le persone malate, più personale per curarle, più sforzi per assicurare che gli individui entrati in contatto con i malati siano monitorati, e più promozione della salute per ridurre la trasmissione del virus nei paesi colpiti”. La vaccinazione degli operatori sanitari maggiormente esposti al rischio di contrarre la malattia, e le campagne di vaccinazione di massa nei Paesi colpiti o a rischio, potrebbero fare un’enorme differenza nel contenere l’epidemia. In Africa occidentale vediamo uno scenario disastroso e tutti gli attori, dalle compagnie farmaceutiche ai Governi, dovrebbero fare tutto ciò che possono per accelerare la risposta.
