
“Aveva convulsioni, febbre alta, perdeva sangue dal naso a fiotti e si e’ accasciato improvvisamente al suolo”. Cosi’ il segretario generale del Siulp Saturno Carbone riporta i racconti dei suoi colleghi dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Roma dove stamani e’ scattato l’allarme Ebola, poi rientrato, per i malore di un cittadino somalo che avrebbe avuto un attacco epilettico. “L’uomo si e’ sentito male presso lo sportello della Sala Profughi – spiega Carbone – e chiamato immediatamente il 118, il personale sanitario giunto sul posto, una volta apprese le sintomatologie, si e’ tenuto a distanza dallo straniero in attesa di disposizioni per circa 20 minuti, mentre i poliziotti facevano da cordone e si sinceravano delle condizioni di salute dell’immigrato”. “Solo dopo diverse telefonate il personale del 118 accorreva in ausilio, mentre il personale sanitario della Polizia di Stato nel frattempo giunto sul posto, disponeva la chiusura al pubblico dell’Ufficio”, conclude Carbone.
Il Siulp chiede “corsi formativi specifici circa le procedure comportamentali da adottare” in caso di sospetto ebola dopo l’allarme scattato stamani all’Ufficio immigrazione di Roma dopo il malore di un somalo. “Chiediamo un maggiore impegno dell’amministrazione ad ogni livello, per migliorare le condizioni di lavoro del personale esposto irresponsabilmente a questo rischio”, dice il segretario generale del Siulp Saturno Carbone. “Chiediamo anche un urgente intervento finalizzato a migliorare le procedure di identificazione di questa ‘marea’ umana che si dirige verso il nostro paese e ponendo a rischio la salute dell’intera comunita'”, conclude Carbone.