Ebola: la storia di un’operatrice sanitaria sopravvissuta

GUINEA-WAFRICA-HEALTH-EBOLAUn’operatrice sanitaria Sos, ha contratto l’ebola ed e’ sopravvissuta. Questa e’ la sua storia. Alcune settimane fa, un bambino di cinque anni, con la febbre molto alta, ha cercato aiuto presso il Centro medico Sos di Monrovia, in Liberia. Klubo Mulbah, assistente di uno dei medici, si e’ occupata del bimbo. “Sono stata chiamata al reparto pediatrico per aiutare un bambino molto malato. Abbiamo cercato di somministrare una flebo ma non abbiamo trovato nessun vena sul braccio del ragazzo. Poi il bambino ha cominciato a vomitare sangue e dopo qualche ora e’ morto”- racconta Klubo – “Dopo quell’incidente, mi e’ venuta la febbre e mi sono subito allontanata da mio marito e dai miei figli. Ho fatto il test ma risulto’ negativo. Le mie condizioni di salute continuavano pero’ ad essere gravi. Dopo qualche giorno ho rifatto il test. Ho scoperto quindi di aver contratto il virus”. Una volta che un paziente e’ sospettato di avere contratto l’ebola presso il Centro medico Sos, il Ministero della salute della Liberia viene contattato e il paziente viene subito trasportato ad una unita’ specializzata. Questo e’ quello che e’ successo a Klubo, che e’ stata sottoposta a due settimane di terapia intensiva. Prima di essere trasferita all’unita’ specializzata, Klubo si e’ rivolta ai sui colleghi: “Io sopravvivero’. Devo continuare a occuparmi dei miei pazienti”. Cosi’ e’ accaduto. Klubo e’ guarita e ora potra’ tornare a lavorare. Richard Pichler, amministratore delegato di Sos Villaggi dei Bambini ha cosi’ commentato. “Sono stupefatto dalla resistenza e dal coraggio dimostrati dei nostri colleghi in questi paesi. Stanno facendo un lavoro fenomenale per continuare a fornire cure di qualita’ ai nostri bambini e per combattere la diffusione del virus. Stiamo assistendo a un numero crescente di bambini senza cure parentali. Gli effetti economici, sociali e psicologici di questa epidemia continuera’ per anni e dobbiamo essere preparati al fatto che sempre piu’ bambini saranno orfani. Stiamo concentrando i nostri sforzi a sostenere i bambini che hanno perso o rischiano di perdere le cure familiari. Chiediamo a tutti i governi e alle parti interessate di porre i bambini al centro”.